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Lettera P:

Messaggio Da Scubaleo il Ven 1 Gen 2010 - 16:34

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Pappafico:
nei bastimenti a vele quadre, indica il pennone di velaccino dell'alberetto di trinchetto.




Paglietto:
paglietto è il nome generico attribuito a qualsiasi stuoino, realizzato con tela robusta o con intrecci di filacce o di vecchie corde, è utilizzato per fasciare e proteggere parti dello scafo o dell'attrezzatura dai danni causati dall'attrito causato dallo sfregamento e dagli urti. (vedi sezione NODI)





Pagliolo:
Singola tavola o lamiera costitente un paiolato (vedi sotto).




Pagliolato (o Paiolato):
Piano amovibile costituito da tavole in legno (anche disposte a graticcio) o lamiere accostate a copertura dei boccaporti o a formazione di piani calpestabili (fondo piccole imbarcazioni o pavimenti cabine).





Pala del timone:
Parte immersa del timone che permette alla barca di modificare la rotta, grazie alla resistenza sia in direzione che in intensità che può, a comando, offrire allo scorrimento dell'acqua. (vedi Timone)




Palamito:
Il palamito o palangaro o palangrese è un sistema di pesca professionale o sportiva costituito da una lunga lenza di grosso diametro con inseriti ad intervalli regolari spezzoni di lenza più sottile ("penzoli" o "braccioli") portanti ognuno un amo. Da cui "pesca ai palamiti"-




Palella, attacco a Palella:
Giunzione tra due elementi di legno ottenuta con un taglio obliquo delle due estremità da collegare (usato in modellismo d'arsenale vedi Calettatura).





Palischermo: (o paliscalmo, paliscarmo ecc.)
1. Con il nome di palischermo si intendeva la più piccola imbarcazione tenuta a bordo di una nave e che veniva adoperata per servizio. Era una imbarcazione con più ordini di remi (oltre che a vela).
2. Nelle tonnare, barca lunga una dozzina di metri posta su ciascuno dei lati lunghi della camera della morte, precisamente a nord e a sud del caporais.




Palmetta:
1) parte sporgente, al disopra del tagliamare, sagomata a triangolo. Costituente anche il palco della polena.
2) piattaforma sporgente al di sopra del tagliamare con fondo grigliato e lateralmente protetta con battagliole. Nelle navi moderne è stata sostituita da una rete triangolare tesa tra i venti di bompresso. (vedi anche Delfiniera)





Panfilo:
Antica nave da guerra che variò di costruzione nei diversi tempi, prendendo nome dalla regione Panfilia (Asia Minore).
Ai giorni nostri il panfilo è diventato sinonimo di yacht inteso come imbarcazione da diporto a vela o a motore.





Panna: (mettersi in panna)
mettere le vele in modo che la spinta propulsiva su di una di esse sia controbilanciata e annullata dalla spinta sull'altra (cappa filante) mettendone quindi una a collo; è una manovra che si effettua per ridurre al minimo la velocità della barca (anche con cattivo tempo); si dice cappa secca quando la barca mantiene la stessa posizione con tutte le vele ammainate. (vedere anche a collo)

(da un dipinto di Roy Cross)




Parabordo:
oggetto messo a protezione dello scafo; normalmente si tratta di un corpo sferico o cilindrico gonfiabile sorretto da una cimetta legata alle draglie con un nodo parlato.





Paramare:
L'insieme di protezioni disposte nella zona di prua allo scopo di evitare che l'acqua vi possa entrare.
.




Paramezzale:
Trave che corre lungo la chiglia per rinforzarla (superiormente): funge anche da collegamento dei madieri





Paranco:
Sistema funicolare composto di due bozzelli, l'uno fisso e l'altro mobile, e di un cavo che passa per le pulegge di entrambi. Un'estremità del cavo è fissata allo stroppo di uno dei due bozzelli, e si chiama dormiente o arricavo; l'altra parte che, dopo il passaggio tra le pulegge, esce libera e deve sopportare lo sforzo che pone in movimento il paranco, si chiama tirante. Le varie passate del cavo nei bozzelli si chiamano fili del paranco. I paranchi si impiegano per ridurre la forza necessaria a vincere una determinata resistenza; tale riduzione avviene in proporzione al numero dei fili che passano per il bozzello mobile. Nella stessa proporzione però si riduce anche lo spazio percorso dalla resistenza e pertanto il paranco è una macchina relativamente lenta. I paranchi con due bozzelli semplici sono detti ghie doppie.
Es. di Paranco a uno, a due e a tre vie.
   




Paranza:
la paranza è il nome dato a un particolare tipo di pesca, che viene esercitata da due imbarcazioni che, in coppia, trascinano una rete a sacco detta sciabica. Talvolta il termine viene utilizzato anche per indicare quelle unità che esercitano questo tipo di pesca. Un tempo queste imbarcazioni erano attrezzate con un albero a calcese e una lunga antenna armata con vela latina; avevano la poppa e la prua aguzza, un solo ponte con un basso parapetto e avevano la possibilità di armare una decina di remi per la bonaccia.





Parapetto:
Termine terrazzano per definire la parte di murata che supera il ponte di coperta. I marinai hanno tre vocaboli per  parapetto che chiamano Bastinaggio o Impavesata o Battagliola.




Paratia:
La struttura verticale impiegata per suddividere e per limitare i vari locali dello scafo, sia trasversalmente che longitudinalmente. Alcune paratie sono stagne e possono essere anche tagliafuoco. Le paratie stagne si elevano dal fondo fino oltre il piano di galleggiamento e servono a delimitare alcuni locali, che, per tal motivo, vengono detti compartimenti stagni. Anche elemento continuo di separazione verticale all'interno di uno scafo o a delimitazione delle sue sovrastrutture, come il cassero e il castello.




Parasartie:  (anche Bancaccia)
i parasartie, nei velieri, sono delle strutture orizzontali, disposte esternamente allo scafo, sulla dritta e sulla sinistra, in corrispondenza del punto in cui le sartie sono murate. Lo scopo principale dei parasartie è quello di aumentare quanto possibile l'angolo che la sartia forma con la verticale (dar quartiere), per garantire una maggiore stabilità all'albero.





Paratopi:
ostruzione per impedire ai topi di salire a bordo passando sulle cime d'ormeggio.





Parrocchetto:
1) Con il termine parrocchetto si indica l'albero posto subito sopra al fuso maggiore di trinchetto (nei bastimenti a vela è il primo albero verticale a cominciare da prua). Sono detti di parrocchetto anche il pennone fisso e quello volante, che vengono armati su questo alberetto, e le vele a questi inferite. Così come sono chiamate di parrocchetto le sartie, gli stralli e le altre manovre fisse e volanti impiegate nei pennoni e nelle vele di questo alberetto.
2) Nome di una vela dell'albero di trinchetto.






Passacavi: vedi Bocca di granchio.




Passavanti:
Tavolati disposti anticamente in corrispondenza dei bordi di destra e di sinistra della nave, a formazione di una sorta di marciapiede, per dare diretta comunicazione o passaggio dal cassero al castello di prua. In seguito si è continuato a chiamare così le parti laterali del ponte di coperta, dai barcarizzi verso prora.






Passerino:
congiunzione tra due gasse fatte con varie passate di sagola, ma anche cima disposta a festone intorno alle imbarcazioni di salvataggio per il sostegno dei naufraghi in acqua (in questo caso è sinonimo di guardacorpo o passamano).




Pastecca:
La pastecca è un bozzello semplice (quindi con una sola puleggia) dotato di una moschetta apribile per mezzo di una cerniera per consentire il suo inserimento nel doppino di una manovra. Viene adoperata principalmente per fare cambiare direzione al tirante.





Paterazzo:
1) Con il termine paterazzo si intende ciascuna delle manovre fisse che reggono l'albero nel senso longitudinale verso poppa: queste, unitamente allo strallo di prua e alle sartie, trattengono l'albero in posizione verticale. Queste manovre partono dalla testa dell'albero e giungono in coperta dove vengono assicurate ad apposite lande sistemate a dritta e a sinistra della poppa. Talvolta in sostituzione dei paterazzi, specie a bordo delle imbarcazioni minori, si trova un'unica manovra che, partendo dalla testa dell'albero, termina al centro della poppa.
2) Grossa fune (ora d'acciaio) che fa parte del sartiame e che concorre a sostenere lateralmente e verso poppa l'albero di gabbia. Strallo di poppa.





Paternostro:
1) Il paternostro, detto anche bertoccio, è quella sfera di legno, simile al grano di un grosso rosario che, forato al centro e attraversato da una scottina detta bastardo, forma la trozza.
2) I paternostri si trovano anche nei cavi a festone disposti lungo i bordi delle lance e alle zattere di salvataggio.
3) Ciascuna delle sfere forate in legno riunite a collare che, collegate a un pennone, ne riducevano lo sfregamento con l'albero e lo mantenevano alla giusta distanza.





Patta di bolina:
Parte mediana ed inferiore delle vele quadre, ossia di quella compresa tra la brancarella della prima mano di terzaroli e la bugna.




Patta d'oca:
Sistema di funi o cime (tre o più) disposte a raggiera per distribuire le sollecitazioni di una trazione.





Pattume:
dopo aver pulito bene la carena della nave in legno non ricoperta dalle piastre di rame e dopo aver ripristinato col calafataggio l'impermeabilità dello scafo, veniva "spalmato" sulla carena il pattume (antico antivegetativo). Il pattume era una mistura composta di olio di lino + mastice + minio + stoppa + essicante e serviva per ritardare l'attacarsi alla carena di alghe (denti di cane) che potevano far diminuire notevolmente la velocità della nave.
Il pattume tentava di impedire l'attacco della teredine (tarlo marino) che scavava gallerie nel legno rendendolo fragile e permeabile. La teredine prolifera specialmente nei mari caldi; sulle navi che si recavano in quei mari molte volte si applicava un fasciame di legno di pino sopra al pattume in modo che le teredini sfogassero la loro fame su quel legno morbido e non attaccassero il legno della carena che era parecchio più duro, alcune volte anche di teak indiano.
Spalmare: l'azione che si effettuava col pattume.
Spalmatore: le navi più piccole usavano fare l'operazione della spalmatura in certe cale riparate e col fondo sabbioso e quelle cale hanno preso quel nome da quella pratica e non è difficile trovarle riportate sulle carte nautiche (vedi località chiamata Spalmatore sull'isola di La Maddalena).




Pazienza:
Le pazienze sono quelle caviglie che vengono poste alla base degli alberi maggiori e alle quali vengono date volta le varie manovre. Le caviglie sono mobili e le manovre, prima di essere date volta a queste, fanno via in appositi bozzelli di rinvio. Nei velieri con molte manovre, onde evitare che una di queste venisse erroneamente scambiata con un'altra, un membro dell'equipaggio, esperto nelle manovre, veniva messo di guardia alla pazienza. Tale marinaio era chiamato Alberante.
 




Pece:
Prodotto derivato dalla distillazione del catrame di carbon fossile (pece comune) o del catrame di legno (pece nera). La pece è una sostanza nera o comunque molto bruna, densa o solida, atta ad agglomerare. La pece così ottenuta è usata nei velieri per calafatare e per proteggere manovre e elementi in legno particolarmente esposti.




Pedaruola:
Angolo inferiore prodiero dei fiocchi e delle rande. Sinonimo di mura (vedi).




Penna:
1) la penna è l'angolo superiore delle vele di taglio, siano esse rande auriche, rande marconi, fiocchi, genoa, vele latine, etc. Il termine indica la parte alta di qualsiasi asta e, in particolare, dell'antenna della vela latina quando essa è in un solo pezzo. Se l'antenna necessitasse di una seconda verga per allungarla, la prima assumerebbe il nome di "carro" e l'antenna sarebbe rappresentata dalla verga aggiunta. Con lo stesso nome veniva indicato l'insieme di piumette che venivano sistemate in alto, in prossimità della penna, e che servivano per mostrare la direzione del vento.
2) parte alta della vela dove si incoccia la drizza.
3) Punto di penna. Estremità superiore degli alberi e dei picchi.




Pennaccino:
Asta disposta al di sotto del bompresso di nave a vela, perpendicolarmente a esso. Fissata all'estremità prodiera del tronco maggiore, serve a controventare l'asta di fiocco.




Pennone:
Travi di forma prismatica al centro e tronco-conica rastremata all'estremità. Servono a sostenere e distendere le vele quadre che sono inferite con il lato superiore.
Il pennone è collegato all'albero tramite uno snodo detto trozza e governato dalle manovre (drizza e amantiglio).
Prende il nome dalla vela portata: pennone di gabbia, pennone di parrocchetto ecc.





Pennola:
1) Piccola penna (parte superiore dell'antenna opposta la carro) o pennoncino.
2) Breve antenna alla quale è allacciato il lato superiore delle vele a terzo e a quarto, usate dai trabaccoli e dalle piccole imbarcazioni.





Penzolo:
viene detto penzolo qualsiasi attrezzo sospeso, tenuto fisso superiormente e libero inferiormente. Il termine viene adoperato in senso generale, per indicare un bozzello, un cavo, una catena, un'ancora, quando sono tenuti fissati superiormente e liberi nella loro parte inferiore, pronti a essere utilizzati.




Pernaccia:
1) Ruota di prua delle piccole imbarcazioni e specialmente quel ferro che sta sopra.
2) Prolungamento del dritto di prua che esorbita dal profilo del capodibanda.
Spesso alla pernaccia erano applicate decorazioni e motivi propiziatori.





Pescaggio:
distanza tra piano di galleggiamento e la linea delle chiglia o della eventuale sottochiglia. (vedere piano di galleggiamento)





Pesce:
sinonimo di mocca. (vedi anche ragna)




Pescia o Pescio:
sistema per facilitare il rigonfiamento delle vele quadre, ottenuto divaricando leggermente le cuciture in corrispondenza della sovrapposizione dei ferzi.




Petriera:
macchina per lanciare, contro le navi nemiche, grosse pietre, che fu in uso presso gli antichi e nel medio evo simile a un trabucco. La petriera moderna (dal ‘500) è invece simile a un cannone e a un mortaio, ma più corto e leggero
sempre armato a pietra.




Pettiera:
La pettiera è quella parte di poppa compresa tra il dragante e la linea di galleggiamento, i marinai francesi la chiamavano "chiappe di culo della nave" (vedi Arcaccia).




Piani costruttivi:
sono le istruzioni e i disegni necessari per il montaggio di un modello. Si trovano nelle scatole di montaggio, ma si possono anche acquistare separatamente. Le Ditte a volte commercializzano anche i relativi accessori e decorazioni.





Piano di galleggiamento:
piano che delimita la superficie libera dell'acqua in cui la nave è immersa. E' in funzione del carico della nave.





Pible o pioppo:
Albero di legno formato da un solo pezzo affusolato senza coffe e barre, munito di denti per impedire lo scorrimento dei collari e degli incappellaggi.





Pigna:  
1) la pigna per i marinai è un particolare nodo a bottone che viene eseguito lungo alcune manovre o in cima ad alcuni cavi, sia per avere un ingrossamento, sia per formare un fermo. E frequente vederli eseguiti lungo i marciapiedi dei bastimenti a vela o lungo la battagliola delle scale reali.
2) È chiamato pigna anche il pezzo metallico bucherellato, che viene disposto nella parte finale delle tubazioni che pescano nei serbatoi, dalle prese a mare o nella sentina, per evitare che la morchia o la sporcizia vadano a ostruire valvole, tubazioni o giranti delle pompe.
3) Arnese con cui si fa l'unione e il torcimento dei legnuoli, per farne un cavo, e dei cavi per farne una gòmena.




Pinco:
Bastimento mercantile a vele latine, con ampia carena, a fondo piatto, poppa molto alta, di solito fornito di 3 alberi con antenne, della portata da 150 a 300 ton., usato un tempo nel Mediterraneo (Genova) nel XVIII secolo.





Pinaccia:
1) Nome dato un tempo a una grossa imbarcazione impiegata nella sorveglianza delle coste, o a un leggero veliero, con remeggio ausiliario, usato come unità esploratrice di forze navali.
2) In epoca più recente, è stata così chiamata l’imbarcazione maggiore (detta anche barcaccia) in dotazione alle navi a vela, che veniva anche utilizzata per rimorchiare la nave quando mancava il vento.




Pinne stabilizzatrici:
sitema di alette anche mobili e regolabili per stabilizzare e contenere il rollio nelle imbarcazioni moderne.





Pirone:
Asta metallica rivestita di comando cui sono legate le riggie, le sartiole e le carreghe.





Plasticard : (materiali per modellismo)
Sostanza plastica che viene usata in molte branche del modellismo (ed anche nel modellismo architetturale). E' chiamata anche styrene, ha il vantaggio di essere disponibile in lastre e fogli (di spessori differenti), in quadrelli, in tondini, in tubi, ed anche in profilati di vario genere. E' utilizzata molto da chi vuol fare modifiche sui modelli o addirittura autocostruzione. Si taglia facilmente con un taglierino od un cutter, può essere limata e/o scartavertata, ed ha il vantaggio di non richiedere quasi preparazione per la pittura, ma solo una pulita della superficie per togliere eventuali macchie di grasso/unto delle dita. Si usano una o due mani di vernice di fondo (primer) e poi vernice a smalto, acrilico o addirittura olio. Si incolla con un liquido apposito che "salda" le superfici del plasticard per capillarità, oppure si può utilizzare colla cianocrilica, sia liquida che gel. Usata moltissimo nel modellismo in plastica (aerei, mezzi militari, navi, plastici..) e nel modellismo ferroviario. Nel navale viene usata sopratutto perchè la sua superficie liscia rende bene la levigatezza del metallo o della plastica, ma con un pò di lavoro, di incisione e di pittura, si può dare ad un pezzo di plasticard l'apparenza più "legnosa" del legno vero.




Poggiare:
o puggiare. Allontanare la prua dalla direzione del vento. Si dice anche andare alla poggia o venire alla poggia. Azione opposta a Orzare (vedi).





Polacca: (o pollacca o polacra)
Veliero mercantile, diffuso nel Mediterraneo sino al 19° secolo. A velatura mista disposta su tre alberi: quello di trinchetto a vela latina, quello di maestra e quello di mezzana a vele quadre e, inferiormente, con vela latina o vela di randa. Dalla fine del 17° secolo gli alberi erano di un solo fuso, senza coffa né crocetta, caratteristica che contraddistingue l’attrezzatura alla "polacca".





Polaccone:
Nell’attrezzatura navale, vela triangolare, molto usata nei piccoli velieri mediterranei (detta anche mezzavela), che si dispone a prua di un albero a vela latina, invece di un fiocco, sostenendola con un’asta (buttafuori o spigone) che tiene luogo del bompresso. (vedi polacca)




Pompa:
apparecchiatura per vuotare acqua fuori bordo.
Pompa di sentina: apparecchio utilizzato per espellere fuori bordo l'acqua accumulata in sentina.




Ponte:
Ogni struttura continua orizzontale che si estenda da una parte all'altra dello scafo; quello superiore a ogni altro è detto di coperta. Il ponte è sostenuto dai bagli incastrati ai dormienti che corrono lungo le ordinate e in mezzaria ai puntali.
Nella costruzione di modelli in scatola di montaggio, il falso ponte (in genere un sottile compensato) costituisce una solida base d'appoggio del tavolato in sostituzione di tutta la sottostruttura che nella realtà sostiene il ponte (dormienti, bagli ecc.).





Porca:
nei grandi vascelli le porche sono coste con gli stessi elementi e le stesse denominazioni delle coste proprie, si appoggiano sul paramezzale e contro le serrette, con un passo anche diverso dalle coste aumentando la rigidezza globale della struttura. In genere non si innalzano al disopra del dormiente del ponte più basso.




Prestantino:
Il prestantino è, in uno scafo in legno, la parte strutturale del massiccio di prua costituito da quei grandi pezzi che costituiscono il prolungamento del paramezzale e servono per unire questo alla ruota di prua. Il prestantino è presente anche nel massiccio di poppa e unisce il paramezzale al dritto di poppa.





Puntale:
Elemento centrale di sostegno situato fra i ponti. Il puntale anticamente era anche un regolo opportunamente graduato che, sistemato verticalmente (e quindi di punta), serviva a misurare l’altezza interna dello scafo, dalla faccia superiore della chiglia alla faccia inferiore del baglio. Ancora oggi è chiamata puntale la misura verticale dell’altezza dello scafo compresa tra la chiglia e il baglio.





Ultima modifica di brggpl il Gio 6 Feb 2014 - 9:41, modificato 5 volte (Motivazione : panna 12-4-2013 palamiti 11-9-2013 porca 20-9-13)

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