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Vascello inglese 1707 (oldboy)
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Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
oldboy ha scritto:
@ giampiero: ho letto vari post sulla macchina commettitrice: quando sarò grande, forse, riuscirò a capirne il funzionamento. Per ora ho imparato l'uso dei fili da cucire, che soddisfano le mie aspettative. Ma non dico "mai...".
Il funzionamento è talmente banale che è davvero alla portata di chiunque..... Ci vuole solo più tempo da dedicarci, ma, credimi, ne vale la pena!

giampieroricci- Utente Veterano

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao bepi,sei troppo forte!

magna- Forumnauta

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao a tutti. Avanzamento lavori:
ho finito la vela di trinchetto e quasi finito il relativo pennone: devo montare i bracci, la trozza e legare le aste dei buttafuori. Ovviamente devo montare la vela sul pennone. Il tutto è fatto secondo le indicazioni di Masting & Rigging + l'aiuto di Enrico, per il periodo storico che va dal 1710 al 1730 circa. Di diverso da quanto trovato su altre fonti c'è il raddoppio delle cime dei carica boline. Anzichè fare il percorso brancarelle vela-bozzello pennone-bozzello coffa-cavigliera a piede d'albero, dal pennone salgono ad un unico bozzello "bifronte" , in inglese detto "legs block", appeso alla crocetta e da qui, con un paranco apposito, scendono al piede d'albero.Metto la foto con nomenclatura sulla parte sinistra del pennone, i bozzelli sulla parte destra sono ovviamente speculari e sono un pò fuori posizione, devo poi fissare il tutto. Il lato inferiore della vela è arcuato secondo le indicazioni del libro.Posto il fatto dichiarato che il bordo inferiore doveva lasciare spazio allo straglio di maestra, non è detto perchè gli angoli fossero ribassati: certamente non può essere per un aumento di superficie velica, forse era per una qualche migliore manovrabilità della vela. Note: 1.gli stroppi non sono stroppi ma più che altro sono "storpi" cioè ho fatto dei semplici nodi fissati con filo da cucire e cianoacrilato. In questa scala non riesco a fare di più, complimenti a chi vedo, nel forum, che ci riesce. 2.L'estremità interna dei marciapiedi e fatta in modo molto successivo all'epoca della nave, dovrò rifarla con bigotte e relativo collegamento.

Ho montato i penzoli per le candelizze e poi le sartie di trinchetto seguendo l'ordine ortodosso destra/sinistra incominciando da quella prodiera, e poi straglio e controstraglio. I penzoli montano alla estremità i bozzelli necessari alle candelizze, per questo periodo storico non c'era ancora la redancia di legno (thimble). Le sartie le ho regolate in lunghezza legandole con fili di rame, poi le ho tenute separate a pettine con un cartoncino e le ho svincolate per poter lavorare liberamente

Ho montato in modo definitivo le candelizze: stricco e paranco doppio con bozzelli a violino. Anche in questo caso secondo M&R, cioè con lo stricco a proravia del paranco doppio.

Ho dovuto fare un "arrangiamento" fuori tecnica navale: con le coffe fatte secondo disegno non rimane spazio dietro al colombiere per il passaggio degli stragli di gabbia di maestra e drizza di parrocchetto, per cui ho "brutalmente" forato la coffa. In sostanza è sbagliato il disegno della coffa e per una volta che non ho confrontato il disegno col libro sono rimasto fregato. Faranno la stessa fine anche le altre due coffe, se sarà necessario. Tutto sommato è una imprecisione che riesco a sopportare ( anche perchè la coffa di trinchetto e quella di mezzana sono già incollate e il lavoro di rifare solo quella di maestra non vale il risultato).

@ giampaolo: nessun disturbo anzi, stimolo a fare meglio. "Bepi" è per magna, che è di Vicenza quindi "magnagati", se ben ricordo dal periodo militare...
ciao e alla prossima.
Giuseppe
ho finito la vela di trinchetto e quasi finito il relativo pennone: devo montare i bracci, la trozza e legare le aste dei buttafuori. Ovviamente devo montare la vela sul pennone. Il tutto è fatto secondo le indicazioni di Masting & Rigging + l'aiuto di Enrico, per il periodo storico che va dal 1710 al 1730 circa. Di diverso da quanto trovato su altre fonti c'è il raddoppio delle cime dei carica boline. Anzichè fare il percorso brancarelle vela-bozzello pennone-bozzello coffa-cavigliera a piede d'albero, dal pennone salgono ad un unico bozzello "bifronte" , in inglese detto "legs block", appeso alla crocetta e da qui, con un paranco apposito, scendono al piede d'albero.Metto la foto con nomenclatura sulla parte sinistra del pennone, i bozzelli sulla parte destra sono ovviamente speculari e sono un pò fuori posizione, devo poi fissare il tutto. Il lato inferiore della vela è arcuato secondo le indicazioni del libro.Posto il fatto dichiarato che il bordo inferiore doveva lasciare spazio allo straglio di maestra, non è detto perchè gli angoli fossero ribassati: certamente non può essere per un aumento di superficie velica, forse era per una qualche migliore manovrabilità della vela. Note: 1.gli stroppi non sono stroppi ma più che altro sono "storpi" cioè ho fatto dei semplici nodi fissati con filo da cucire e cianoacrilato. In questa scala non riesco a fare di più, complimenti a chi vedo, nel forum, che ci riesce. 2.L'estremità interna dei marciapiedi e fatta in modo molto successivo all'epoca della nave, dovrò rifarla con bigotte e relativo collegamento.

Ho montato i penzoli per le candelizze e poi le sartie di trinchetto seguendo l'ordine ortodosso destra/sinistra incominciando da quella prodiera, e poi straglio e controstraglio. I penzoli montano alla estremità i bozzelli necessari alle candelizze, per questo periodo storico non c'era ancora la redancia di legno (thimble). Le sartie le ho regolate in lunghezza legandole con fili di rame, poi le ho tenute separate a pettine con un cartoncino e le ho svincolate per poter lavorare liberamente

Ho montato in modo definitivo le candelizze: stricco e paranco doppio con bozzelli a violino. Anche in questo caso secondo M&R, cioè con lo stricco a proravia del paranco doppio.

Ho dovuto fare un "arrangiamento" fuori tecnica navale: con le coffe fatte secondo disegno non rimane spazio dietro al colombiere per il passaggio degli stragli di gabbia di maestra e drizza di parrocchetto, per cui ho "brutalmente" forato la coffa. In sostanza è sbagliato il disegno della coffa e per una volta che non ho confrontato il disegno col libro sono rimasto fregato. Faranno la stessa fine anche le altre due coffe, se sarà necessario. Tutto sommato è una imprecisione che riesco a sopportare ( anche perchè la coffa di trinchetto e quella di mezzana sono già incollate e il lavoro di rifare solo quella di maestra non vale il risultato).

@ giampaolo: nessun disturbo anzi, stimolo a fare meglio. "Bepi" è per magna, che è di Vicenza quindi "magnagati", se ben ricordo dal periodo militare...
ciao e alla prossima.
Giuseppe
oldboy- Utente Navigato

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
ciao Giuseppe
vai bene , ma cerca di stare ..leggero leggero ci sono cose che è meglio omettere ricorda la scala
ciao ENRICO
vai bene , ma cerca di stare ..leggero leggero ci sono cose che è meglio omettere ricorda la scala
ciao ENRICO

enrico pilani- Responsabile glossario

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao oldboy, non dimenticare che le vele che toccano le coffe va messo il batticoffa.
buon modellismo
mozzo
buon modellismo
mozzo

mozzo- Esperto navimodellismo

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Rieccomi coi lavori. Prima di tutto ciao a tutti . Finalmente ho “quasi”finito l'albero di trinchetto. Molti particolari non sono venuti bene come avevo in mente, per esempio le brancarelle delle vele sono un pò "bricolate", ma come opera prima l'effetto mi accontenta. Il bompresso ha ancora l'asta di fiocco posticcia.gli stragli sono appena appoggiati.
Ripeto ancora che ho seguito le descrizioni, dimensioni, allestimenti del libro Masting & Rigging, collocando la nave nel periodo 1710 ./. 1733, ignorando la data 1707 citata dal disegno.
Le vele sono fatte col metodo di Enrico Pilani e per la gabbia e pappafico ho aggiunto il filo di rame lungo il gratile ( idea brggpl) per poterle poi sagomare. La protezione batticoffa del parrocchetto è quindi disegnata, come pure tutti i ferzi








ciao!
giuseppe
Ripeto ancora che ho seguito le descrizioni, dimensioni, allestimenti del libro Masting & Rigging, collocando la nave nel periodo 1710 ./. 1733, ignorando la data 1707 citata dal disegno.
Le vele sono fatte col metodo di Enrico Pilani e per la gabbia e pappafico ho aggiunto il filo di rame lungo il gratile ( idea brggpl) per poterle poi sagomare. La protezione batticoffa del parrocchetto è quindi disegnata, come pure tutti i ferzi








ciao!
giuseppe
oldboy- Utente Navigato

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ohh Giuseppe!...che dire?....stupendo!
Quanta soddisfazione c'è nel tirar su il primo albero!!!!???...
Complimenti e continua così, con tanta pazienza vedrai che il modello prende forma alla grande!!
Molto molto bello

Quanta soddisfazione c'è nel tirar su il primo albero!!!!???...
Complimenti e continua così, con tanta pazienza vedrai che il modello prende forma alla grande!!
Molto molto bello


magna- Forumnauta

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
ciao giuseppe
complimenti! dovresti postare qualche foto in più. penso che meriti maggiore visibilità e descrizione.
l'unico appunto che posso fare, ma proprio per voler fare il noioso, ti suggerirei di "pettinare" i matafioni (lasciandoli comunque non paralleli) e al limite con pochissima colla diluita farli aderire alla vela.
ma forse non vedo bene: mannaggia alle fotine-icona
buon proseguimento
complimenti! dovresti postare qualche foto in più. penso che meriti maggiore visibilità e descrizione.
l'unico appunto che posso fare, ma proprio per voler fare il noioso, ti suggerirei di "pettinare" i matafioni (lasciandoli comunque non paralleli) e al limite con pochissima colla diluita farli aderire alla vela.
ma forse non vedo bene: mannaggia alle fotine-icona
buon proseguimento
_________________
gian paolo
Regolamento Forum: http://www.forumscuoladimodellismo.com/regolamento-f8/regolamento-del-forum-t274.htm
Guida pubblicazione video e immagini: http://www.forumscuoladimodellismo.com/guida-alla-pubblicazione-delle-immagini-f12/
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brggpl- Responsabile glossario

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao Giuseppe , mi piace molto lo scafo come pulizia e finezza , per le sovrastrutture e alberatura ti suggerirei di approfondire un po di più , ne acquisterebbe il modello.
buon modellismo
mozzo
buon modellismo
mozzo

mozzo- Esperto navimodellismo

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao a tutti. Ringrazio specialmente per le note di osservazione o critiche, perchè mi aiutano a migliorare
.
@ magna: si sto g....do come pochi. E' da 40 anni che volevo fare un albero di un veliero completo di tutte le manovre.
@ brggpl-Gianpaolo: ok per foto migliori. Per i matafioni, mi sono quasi arreso dopo molti tentativi. Il risultato atteso era averli aderenti alla tela nell'icavo (azione del vento) e un pò spettinati all'esterno. Ma sti fili vanno dove vogliono e sono insensibili alla vinavil. Comunque non è finita qui...
@ a mozzo: se non mi scrivi cosa potrei fare per migliorare mi lasci "tra color che son sospesi" e mi fai perdere il sonno:D . Cortesemente, scrivimi qui cosa credi sia da migliorare, così rimane esperienza anche per tutti quelli che leggeranno
. Io ho imparato molto leggendo i cantieri di altri, anche di navi/ imbarcazioni molto diverse dalla mia, e credo che una funzione del forum sia anche quella di condividere gli alti e bassi che ci sono nei vari lavori. Poi ognuno si regola in funzione delle proprie capacità, disponibilità di tempo, condivisione dei suggerimenti
. Grazie per l'aiuto
.
Aggiungo qualche nota che non ci stava nel post precedente: nell'allestimento dell'albero ho ridotto, via via che salivo, le dimensioni delle funi e dei bozzelli, ragionando sull'entità dello sforzo che le manovre dovevano fare in realtà, ovvero la scotta di una vela maestra deve reggere uno sforzo ben superiore a quello di una scotta di pappafico. Ho fatto (rifatto, per dire la verità...) le barre costiere della crocetta con la forma arcuata e non diritta come riportato a disegno, per rispettare la fonte storica. Sempre per rispetto della fonte storica, non ho messo bigotte alla crocetta ( e questo mi ha risolto il problema della dimensione necessaria al rispetto della scala! Un pò di "lato B" ci vuole...). Ho sporcato le vele perchè così erano in realtà anzi, ho letto
che la tela delle vele era generalmente grigiastra e solo i cutter americani dell'800 avevano vele bianche ( la il cotone non mancava) almeno a nuovo, poi anche quelle si sporcavano. Ho rispettato la forma delle vele e la proporzione dei vari lati secondo il libro M&R
. I rotoli delle cime sono effettivamente collegati alle cime , ma i prossimi li farò separati, come da esperienza di brggpl.
Ho utilizzato bozzelli normalmente in commercio ma li ho limati per adattarli il più possibile alla forma tondeggiante come in realtà. Così mi sono distrutto i polpastrelli del pollice e dell'indice della mano sinistra... Devo ingegnarmi per burattarli come fa Pilani...
Adesso sto legando le griselle (rat line, in inglese) del primo tronco di trinchetto, poi sarà la volta delle sartie rovesce e del trilinaggio alto (quello basso lo ometto...). Fatto questo passerò all'albero maestro.
Una nota di vita marinara: rispettando la posizione delle griselle di parrocchetto e di pappafico di trinchetto ho notato, relativamente alla scala del modello, che i marinai addeti alla velatura (credo si chiamassero "gabbieri") dovevano fare qualche acrobazia per salire sulle griselle medesime. E questo si nota anche dalle foto dei modelli d'epoca citati dal libro M&R. Mi vien da pensare a cosa fosse salire in gabbia o in crocetta e poi manovrare le vele stando sui marciapiedi dei pennoni, in mari invernali, con le funi brinate se non ghiacciate (passaggio di capo Horn...
) senza avere indumenti termici nè calzature anti scivolo. Trovo che abbia molta consistenza il detto "navi di legno e uomini d'acciaio".
Alla prossima e ciao.
.@ magna: si sto g....do come pochi. E' da 40 anni che volevo fare un albero di un veliero completo di tutte le manovre.
@ brggpl-Gianpaolo: ok per foto migliori. Per i matafioni, mi sono quasi arreso dopo molti tentativi. Il risultato atteso era averli aderenti alla tela nell'icavo (azione del vento) e un pò spettinati all'esterno. Ma sti fili vanno dove vogliono e sono insensibili alla vinavil. Comunque non è finita qui...
@ a mozzo: se non mi scrivi cosa potrei fare per migliorare mi lasci "tra color che son sospesi" e mi fai perdere il sonno:D . Cortesemente, scrivimi qui cosa credi sia da migliorare, così rimane esperienza anche per tutti quelli che leggeranno
. Io ho imparato molto leggendo i cantieri di altri, anche di navi/ imbarcazioni molto diverse dalla mia, e credo che una funzione del forum sia anche quella di condividere gli alti e bassi che ci sono nei vari lavori. Poi ognuno si regola in funzione delle proprie capacità, disponibilità di tempo, condivisione dei suggerimenti
. Grazie per l'aiuto
.Aggiungo qualche nota che non ci stava nel post precedente: nell'allestimento dell'albero ho ridotto, via via che salivo, le dimensioni delle funi e dei bozzelli, ragionando sull'entità dello sforzo che le manovre dovevano fare in realtà, ovvero la scotta di una vela maestra deve reggere uno sforzo ben superiore a quello di una scotta di pappafico. Ho fatto (rifatto, per dire la verità...) le barre costiere della crocetta con la forma arcuata e non diritta come riportato a disegno, per rispettare la fonte storica. Sempre per rispetto della fonte storica, non ho messo bigotte alla crocetta ( e questo mi ha risolto il problema della dimensione necessaria al rispetto della scala! Un pò di "lato B" ci vuole...). Ho sporcato le vele perchè così erano in realtà anzi, ho letto
Ho utilizzato bozzelli normalmente in commercio ma li ho limati per adattarli il più possibile alla forma tondeggiante come in realtà. Così mi sono distrutto i polpastrelli del pollice e dell'indice della mano sinistra... Devo ingegnarmi per burattarli come fa Pilani...
Adesso sto legando le griselle (rat line, in inglese) del primo tronco di trinchetto, poi sarà la volta delle sartie rovesce e del trilinaggio alto (quello basso lo ometto...). Fatto questo passerò all'albero maestro.
Una nota di vita marinara: rispettando la posizione delle griselle di parrocchetto e di pappafico di trinchetto ho notato, relativamente alla scala del modello, che i marinai addeti alla velatura (credo si chiamassero "gabbieri") dovevano fare qualche acrobazia per salire sulle griselle medesime. E questo si nota anche dalle foto dei modelli d'epoca citati dal libro M&R. Mi vien da pensare a cosa fosse salire in gabbia o in crocetta e poi manovrare le vele stando sui marciapiedi dei pennoni, in mari invernali, con le funi brinate se non ghiacciate (passaggio di capo Horn...
) senza avere indumenti termici nè calzature anti scivolo. Trovo che abbia molta consistenza il detto "navi di legno e uomini d'acciaio". Alla prossima e ciao.

oldboy- Utente Navigato

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
ciao oldboy
più che foto migliori, mi piacerebbero più numerose!
ti ho visto armato di una super macchina fotografica.
ora hai fatto una ricca e dotta spiegazione dei dettagli che hai inseguito, ma ci fai vedere poco! eh! eh! naturalmente con tuo comodo!
(sto scherzando) rinnovo i complimenti.
un saluto
più che foto migliori, mi piacerebbero più numerose!
ti ho visto armato di una super macchina fotografica.
ora hai fatto una ricca e dotta spiegazione dei dettagli che hai inseguito, ma ci fai vedere poco! eh! eh! naturalmente con tuo comodo!
(sto scherzando) rinnovo i complimenti.
un saluto
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gian paolo
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brggpl- Responsabile glossario

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
ciao Oldboy
prima dei complimenti qualche osservazione
: il rosso è un po' troppo vivace dovrebbe essere piu' scuro e piu' spento , x le vele mi pare di avertelo gia' detto è preferibile usare la matita e non il pennarello x 2 ragioni il pennarello se viene a contatto con l'alcool spande (come sai io uso la lacca diluita con alcool ) la seconda ragione è che le cuciture erano realizzate con filo praticamente della stessa tinta delle vele e quindi i segni si devono vedere ma non troppo.
un'ultima cosa la forma della vela gabbia perfettamente rettangolare non mi convince un po' di trapezio ci starebbe bene
infine come mai non riesci ad incollare i matafioni con il vinavil io lo faccio da anni senza problemi?
va be adesso i complimenti sei comunque nella fascia alta del forum
ciao ENRICO
prima dei complimenti qualche osservazione
un'ultima cosa la forma della vela gabbia perfettamente rettangolare non mi convince un po' di trapezio ci starebbe bene
infine come mai non riesci ad incollare i matafioni con il vinavil io lo faccio da anni senza problemi?
va be adesso i complimenti sei comunque nella fascia alta del forum
ciao ENRICO

enrico pilani- Responsabile glossario

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao a tutti. Mi sono ripreso dall'euforia dei complimenti
e procedo con le spiegazioni.
La vela di gabbia è in realtà rettangolare, misura 13 cm al pennone e 16 alla base. Montandola con l'effetto vento la "pancia" la restringe. Mi rimane però un dubbio: la distanza della base dal pennone. Anche se la stendo, rimane una buona luce. Per mandarla (stesa) vicino al pennone, bisognerebbe farla più alta di qualche centimetro e diventerebbe incompatibile con la ragna, cioè la ragna dovrebbe essere lunga quasi il doppio. Mah!
Vela "stesa", un pò appoggiata alla coffa.

I matafioni sono "ribelli" probabilmente perchè ho usato filo in poliestere. Ho bagnato molto con vinavil, fin troppo, ora dovrò ammollare con acqua per cercare di nascondere le macchie, che comunque ad occhio nudo quasi non si vedono


Credevo che i ferzi dovessero essere molto in vista e li ho ripassati due volte, ma sempre a matita. Lo sporco delle vele è fatto con gommalacca diluita in alcol. Il rosso è "quello che avevo" ( misera giustificazione ...) proverò a seguire il suggerimento della cenere. Metto la foto della trozza e relativo paranco a salire, perchè è un particolare poco citato e l'ho imparato "dal forum"
.Si vede anche il trilinaggio a 6 cime in due gruppi. Non ho potuto aggirare ogni singola sartia perchè in quella zona alcune sono a contatto tra loro. La bigotta che pende è quella del controstraglio di gabbia.
e procedo con le spiegazioni.La vela di gabbia è in realtà rettangolare, misura 13 cm al pennone e 16 alla base. Montandola con l'effetto vento la "pancia" la restringe. Mi rimane però un dubbio: la distanza della base dal pennone. Anche se la stendo, rimane una buona luce. Per mandarla (stesa) vicino al pennone, bisognerebbe farla più alta di qualche centimetro e diventerebbe incompatibile con la ragna, cioè la ragna dovrebbe essere lunga quasi il doppio. Mah!
Vela "stesa", un pò appoggiata alla coffa.

I matafioni sono "ribelli" probabilmente perchè ho usato filo in poliestere. Ho bagnato molto con vinavil, fin troppo, ora dovrò ammollare con acqua per cercare di nascondere le macchie, che comunque ad occhio nudo quasi non si vedono


Credevo che i ferzi dovessero essere molto in vista e li ho ripassati due volte, ma sempre a matita. Lo sporco delle vele è fatto con gommalacca diluita in alcol. Il rosso è "quello che avevo" ( misera giustificazione ...) proverò a seguire il suggerimento della cenere. Metto la foto della trozza e relativo paranco a salire, perchè è un particolare poco citato e l'ho imparato "dal forum"

metto anche una foto del pappafico, dove si vedono: le dimensioni diverse tra i bozzelli dei caricascotte e quelli degli amantigli e dei bracci / la noce d'albero con cavatoia - dentro c'è la puleggia spessore 0,6 in compensato tranciato con la pinza a fustella - / la trozza in cavo anzichè a bertocci. Devo ancora fare la formaggetta ( ne ho rotte tre al tornio...).
ciao. Giuseppe
oldboy- Utente Navigato

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
ciao Giuseppe
effettivamente la luce fra trevo e gabbia è un po' eccessiva , ma senza vedere i disegni posso solo fare delle ipotesi :vela di gabbia meno alta , albero di gabbia piu' lungo , pennone di gabbia posizionato troppo in alto o magari tutte e 3 le cose in piccola misura che sommate insieme creano il problema .
rifare la vela o l'albero non è il caso puoi abbassare il pennone di gabbia e di conseguenza anche quello di velaccio.
ciao ENRICO
effettivamente la luce fra trevo e gabbia è un po' eccessiva , ma senza vedere i disegni posso solo fare delle ipotesi :vela di gabbia meno alta , albero di gabbia piu' lungo , pennone di gabbia posizionato troppo in alto o magari tutte e 3 le cose in piccola misura che sommate insieme creano il problema .
rifare la vela o l'albero non è il caso puoi abbassare il pennone di gabbia e di conseguenza anche quello di velaccio.
ciao ENRICO

enrico pilani- Responsabile glossario

Re: Vascello inglese 1707 (oldboy)
Ciao Giuseppe!
Stai facendo un buon lavoro!!!

Stai facendo un buon lavoro!!!

giampieroricci- Utente Veterano

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