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la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

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la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 11:24

Dopo aver provato una Micro Magic, ho deciso che anch'io volevo una barchetta a vela di quelle dimensioni, estremamente comoda, leggera e pratica da portarsi in giro.
Però siccome mi piace incasinarmi la vita, che soddisfazione c'era a prendersi un kit Micro Magic già pronto da montare?
Inoltre volevo rendere la barca un po' più performante, a modo mio....
E allora via, ricerca di un progetto online, modifica del progetto, inizio del cantiere....
Le ordinate sono state fatte di compensato, la "farcitura" di quel polistirolo blu da isolamento che vendono al briko
Dopo aver realizzato lo stampo con questo sistema, l'ho foderato di scotch, dopodichè ho cominciato la stratificazione della vetroresina dello scafo vero e proprio.
Ho usato il sistema della laminazione su maschio, che è relativamente veloce per fare scafi one-off, non essendoci la necessità di farsi il doppio stampo maschio/femmina.

P.S. Grakula non dirmi che tu questa barca la conosci già! ehehehehe!!!! Very Happy











Very Happy Very Happy Very Happy

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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 14:07

ehehehe, ormai non ti sfuggo più!
l'ho provata qualche giorno fa al laghetto, bel vento teso, la barca va dritta come un fuso, non vedo l'ora di fare match-race contro qualche micro-magic, per vedere se le mie teorie sono esatte!
Qui sotto le restanti fasi della costruzione, rispettivamente la collocazione dell'elettronica, la verniciatura, il dry-fit del tutto (mancava ancora il timone), la deriva in carbonio (lasciata con la trama di carbonio parzialmente a vista perchè mi sembra che sia più figo così):
Le vele sono ancora provvisorie, le cambierò con delle vele correttamente inferzate non appena potrò provare per bene la barca e capirla. Dopo la prima prova sembra andare bene, probabilmente posso mettere anche qualche cm2 di vela in più, ma finchè non la provo contro qualche micro-magic.....








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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da grakula il Gio 30 Dic 2010 - 14:14

te l'ho già detto, faresti quasi rabbia.
Oltre a essere venuta bene, hai anche fatto presto a realizzarla
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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da Forlani daniel il Gio 30 Dic 2010 - 14:33

Ciao Mario complimenti per la tua realizzazione in effetti non avevo mai visto fare con questa tipologia di tecnica realizzativa bellissima non si finisce mai di imparare a presto

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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 14:50

ciao Daniel,
la tecnica in se è relativamente semplice e qui sotto la spiego, semmai interessasse a qualcuno:

si rilevano una decina di ordinate dal progetto e le si riporta su compensato

le si piazza belle allineate e perpendicolari su una base (scalo) e si riempiono gli spazi vuoti col lo styrofoam, che è quella specie di polistirolo azzurrino che si usa in edilizia per isolare

si scolpisce lo styrofoam e lo si leviga a tampone fino a ottenere la forma dello scafo, delineata dalle ordinate

dopodichè si ricopre il tutto con domopak o con scotch. In questo cantiere ho usato lo scotch, in altri il domopak, ognuno ha pregi e difetti. Ricoprire lo stampo di questi materiali serve per evitare che la resina si appiccichi irrimediabilmente allo stampo. Infatti la resina non si attacca alla plastica di cui sono fatti domopak e scotch.

si dispone uno strato di fibra di vetro pesante sullo stampo, si bagna abbondantemente di resina epossidica con un pennello, dopodichè se ne mettono sopra un paio di strati leggeri. L'ultimo strato, in genere non lo si bagna perchè "picchiettandolo" va ad assorbire la resina in eccesso dagli strati sottostanti.

Alla fine, si mette un ulteriore strato di domopak sopra il tutto, bello tirato, che serve a compattare gli strati di fibra di vetro, a far colare via la resina in eccesso e ad ottenere una superficie abbastanza liscia.

Dopo che l'epoxy si è solidificata, si leva senza fatica il domopak superficiale, e si toglie lo scafo dallo stampo.

Lo strato di domopak superficiale alla fine fa le veci dello stampo femmina, nel compito di schiacciare e compattare la resina sottostante.

il risultato è uno scafo molto leggero, monolitico, e abbastanza liscio, se non si sono fatti errori basta una passata veloce di fondo, una grattatina ed è pronto per essere verniciato.

spero di non avervi annoiati

Wink

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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da Forlani daniel il Gio 30 Dic 2010 - 14:55

Ti ringrazio per la tua spigazione in effetti non mi hai annoiato anzi oggi ho imparato qualcosa in più in effetti cosi' spiegata non è molto difficile da realizzare grazie ancora a presto

Daniel
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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da proteo il Gio 30 Dic 2010 - 16:25

Ciao Mario
La tecnica è nuova e per come l'hai spiegata mi interessa. Ancora qualche chiarimento:a parte il domopack, dove si trovano i materiali impiegati, , lo styrofoam, la fibra di vetro, ecc?
Grazie
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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 17:09

Ciao!
Lo styrofoam si trova nei briko center, alcune volte con nomi differenti, ma di fatto è quella schiuma azzurrina o rosa (a seconda dei casi) che si trova nel reparto edilizia e serve come isolante.
La fibra di vetro è un tessuto "twill", tessuto in diagonale, che contrariamente al tessuto 0/90° si adatta meglio a forme in doppia curvatura, tipiche delle barche a vela. Ho usato uno strato di 160gr/dm2 e un paio da 40gr/dm2 comprati in un negozio di modellismo a Milano.
La resina epossidica è acquistata da Schaller Compositi, si mischia col bilancino elettronico in rapporto peso 1/4, si indurisce in 24 ore e polimerizza in 1 settimana. Io sono solito diluirla con acetone, per farla diventare molto fluida, in modo da spalmarla a pennello come una vernice.
Deriva e timone sono fatti partendo da un foglio di carbonio da 2mm, sempre di Schaller, che è estremamente rigido. E' un delirio da tagliare, ma soli 2mm di spessore in deriva sono sufficienti per gestire i 500 grammi del bulbo.
Il bulbo non è altro che un peso da traina da 500 grammi opportunamente sagomato con martello e raspa per prendere una forma idrodinamica.
Il servo vele è un KO-Propo elettronico da 7,5 kg, ribassato e con ingranaggi in metallo.
Il servo timone un Hitech mini.
La ricevente una Spektrum 2.4ghz.
Per le batterie, se c'è tanto vento uso un pacco NIMH da 6V e 1000Mah, mentre se voglio star leggero uso NIMH da 4,8V e 400Mah, risparmiando così un bel po' di peso ma perdendo autonomia 8)

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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da proteo il Gio 30 Dic 2010 - 17:50

Grazie Mario
Molto esauriente e sollecito,e di nuovo complimenti per la tua realizzazione
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Re: la Micro-Poz, ovvero barca a vela RC autocostruita (e in buona parte autoprogettata)

Messaggio Da Stephen Maturin il Gio 30 Dic 2010 - 18:45

Ciao Mario, un lavoro veramente bellissimo. Vorrei chiederti alcune informazioni per pura curiosità personale non conoscendo minimamente questo genere di modelli. Mi sembra di aver capito che si tratti di modelli con cui si fanno delle vere e proprie regate, quindi non penso che abbiano un motore per la propulsione, piuttosto qualcosa di radiocomandato che gestisca vele e boma. Giusto?
Inoltre vorrei chiederti una cortesia; avendo postato le foto delle fasi della preparazione ho notato che non si vedono i passaggi legati alla fibra di vetro, sul prossimo modello che costruirai riusciresti a postare qualche foto di quei passaggi? I questo modo, con tutte le descrizioni ultra-dettagliate che hai già inserito, perfino uno scarso come me può pensare di provarci.
Ti rinnovo i miei complimenti, è un lavoro veramente impressionante.
A presto, buon 2011.
SM
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Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 21:31

Corretto, questa barca ha 2 servi: uno grosso che comanda le vele e uno piccolo per il timone.
In pratica una sartia è collegata al braccio del servo, quando arriva in coperta si sdoppia e, a seconda del movimento del servo, cazza o lasca entrambe le due vele.
Per i passaggi della lavorazione della fibra, le foto ce le ho, di questa e altre barche, se è di tuo interesse le posterò, non l'avevo fatto perchè ho saltato qualche passaggio fotografico qui Wink
Per finire un'ultima chicca: da un negozio di elettronica ho trovato un interruttore magnetico, di quelli che si usano per gli antifurti. Praticamente, quando attacchi il magnete "chiave" in coperta, il circuito delle batterie si apre e la barca si spegne. Quando levi il magnete dalla coperta, il circuito si chiude e la barca si accende. In questo modo realizzi un interruttore perfettamente stagno e soprattutto molto figo!
Very Happy

barca accesa:


barca spenta:

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Messaggio Da Scubaleo il Gio 30 Dic 2010 - 21:43

Ciao Mario, per questa tecnica, quali sono rispettivamente i pregi e i difetti di scotch e domopak?
Grazie.

Saluti da Scuba!!!

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Messaggio Da Modifica il Gio 30 Dic 2010 - 21:55

Ciao Mario, certo che interessa la tecnica della Vetroresina!!!
Io se fossi in te aprirei un bel passo passo qui:
http://www.forumscuoladimodellismo.com/f51-tecniche-modellistiche
Vedrai che di appassionati che lo seguono ne trovi!!
Anche perchè fa sempre piacere imparare nuove tecniche!!
Modì.-
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Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 22:03

Dunque...
il domopak mi viene più comodo se ho uno stampo molto rigido, tipo quello di legno che uso per fare i footy.
In questo modo riesco a tirarlo meglio, e ho una base sufficientemente liscia per laminarci sopra.
Lo scotch mi è venuto comodo in questa costruzione perchè la base è di questo espanso sbricioloso, non riuscivo a tirare il domopak come volevo, mi si muoveva sotto quando tentavo di stendere il tessuto. Allora ho messo lo scotch a strisce inclinate a 45° (come qualcuno usa per fare il fasciame di mogano sulle carene tonde). In questo modo lo scotch è riuscito anche a pareggiarmi un minimo alcune asperità e imperfezioni che erano rimaste dopo la grattatura dello stampo.
Il difetto dello scotch è che poi ti rimangono tutte le righette a 45° all'interno dello scafo (ecchissenefrega in fondo, è dentro....) ed è un po' più difficile da staccare dall'epoxy rispetto al domopak.
Per lo strato superiore invece, dopo aver laminato, ho usato comunque il domopak.

stampo ricoperto di strisce di scotch (se guardi bene i riflessi vedi le strisce a 45°)


scafo laminato come descritto sopra e rivestito di domopak (la stufette serve per avere temperatura costante a 25°):


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Messaggio Da Stephen Maturin il Gio 30 Dic 2010 - 22:26

Grazie Mario, come ti dicevo sono molto curioso. Very Happy
Se non fosse per i mobili il posto in cui lavori si potrebbe scambiare per il mio: CAOS...
Grazie ancora e buon anno.
SM
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Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 22:34

eh sì, nel mio caso il kaos è strettamente collegato alla creatività, impossibile per me lavorare in un ambiente ordinato.
anche se ordino tutto prima di partire, man mano che vado avanti un cantiere, l'entropia aumenta sempre più
Wink

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Messaggio Da Scubaleo il Gio 30 Dic 2010 - 23:20

Perfetto! Grazie mille Wink

Saluti da Scuba!!!

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Messaggio Da pozzimario il Gio 30 Dic 2010 - 23:34

ultimo dettaglio:
l'albero è un tubetto di carbonio da 6mm, il boma della randa è un tubetto da 4mm e quello del fiocco da 3mm.
provengono da negozio di modellismo, credo che siano ricambi per aerei o elicotteri.
tutto il rimanente della componentistica, sartie, gancetti, girelle, provengono dal reparto pesca del decathlon

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