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Tecnica del ragno matto

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Re: Tecnica del ragno matto

Messaggio Da Virgiliomodellista il Lun 30 Ago 2010 - 10:57

Grazie Leone
Vedi in questo caso (il mio e del recupero materiale), l'abilità sta solo nel fatto di dover tirar fuori un listello di faggio 2x2mm da una bacchetta di faggio 50x10x500mm e tutto senza usufruire di particolari attrezzature e fare queste operazioni usando prettamente traforo e carta vetrata, per il resto è prassi comune a tutti i modellisti.
In commercio si vedono galeoni che hanno pennoni che sembrano tagliati con il ronchetto e sembrano germogliare da un momento all'altro, storti e grossolani, io non riuscirei a vederli piazzati su un mio modello.
Comunque ... andiamo avanti.
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- Rivestimento –
Lo spazio che segue mostra la copertura del ponte con impiallacciatura in noce.
Sempre mettendo in evidenza il fatto che è tutto materiale riciclato, proveniente cioè da altre lavorazioni, devo trattarlo in maniera adeguata per non incorrere in inconvenienti indesiderati.
Per prima cosa, essendo una impiallacciatura più che centenaria, ho necessità di renderla un po meno secca per cui la metto a bagno per una decina di minuti in acqua calda.
Essendomi accertato del suo grado di malleabilità ne faccio striscette di circa 6/7mm di larghezza ciascuna.
Questa operazione richiede un po più di tempo in quanto bagnato mi darebbe un tempo di essiccazione della colla molto più lungo e non usando ne chiodi ne spilli ne mollette avrei problemi a tenerlo fermo quel tanto che basta per poterlo lavorare.
L’immagine che segue mostra il particolare del ponte a Prua, particolare già rifinito, solo carteggiato ma senza lucidatura. Da notare la precisione del taglio sul bordo superiore dello scafo dovuto proprio all’incasso del ponte (in compensato 2mm) nella fiancata.

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In questa successiva invece il prosieguo del ponte, carteggiato, il particolare di poppa e la conseguente presentazione della cabina.
Può andare.

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Essendo la cabina fatta per l’incasso, per stabilire il punto esatto della sua sistemazione mi aiuto con spilli i quali mi delimitano il punto esatto dove montare i correnti orizzontali a contatto del ponte per un incollaggio definitivo.

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Per ora questo è quanto ... al prossimo passaggio.

Un salutone a tutti
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Re: Tecnica del ragno matto

Messaggio Da leone il Lun 30 Ago 2010 - 13:02

ciao virgi, ma la stai costruendo man mano o è già finita e stai postando le foto del lavoro?

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Re: Tecnica del ragno matto

Messaggio Da Virgiliomodellista il Lun 30 Ago 2010 - 13:20

Ciao leone
No! non l'ho finita ancora, ma mi sono trovato fuori tempo per via di un errore di postaggio.
in effetti avevo postato Passo Passo man mano che abndavo avanti con il lavoro immagini e testo, ma ripreso (a buon motivo) ho dovuto interrompere (per evitare rotture di eliche) i post per rientrare nella regola. Così mentre fino a ieri mattina errori di post compresi, era un passo passo perfetto ora mi trovo in differita e questa cosa mi innervosisce non poco.
Ma ti assicuro che non è stata fatta in precedenza e postata in seguito.
Ma manca solo il rivestimento dello scafo (fasciame) poi è finita definitivamente.
Io volevo battere il mio record di scafo con una barca finita ma ... vediamo un po come va a finire.
Anzi per correttezza ti posto una delle ultime immagini di ieri sera allo stato attuale dei lavori poi proseguo con il passo passo.
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Penso possa bastare come conferma del passo passo, quando cambierà il regolamento dalla sera alla mattina dopo ... chissà forse potreste trovarvi un modellino nuovo.
Al momento salutoni a tutti
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Re: Tecnica del ragno matto

Messaggio Da brggpl il Lun 30 Ago 2010 - 20:27

ciao virgilio Very Happy
i miei complimenti per il lavoro, per la rapidità e la descrizione passo-passo. Applausi
(ora attendo anche le foto di oggi)
Ciao

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Re: Tecnica del ragno matto

Messaggio Da Virgiliomodellista il Lun 30 Ago 2010 - 21:49

Grazie brggpl
ma ormai il passopasso si è andato a far benedire.
si è interrotto ieri e adesso a riprenderlo mi è un poco compicato, comunque ci provo.

La tecnica del “RAGNO MATTO” -- Sistemazione cabine e stiva di carico –
In questi passaggi diamo la sede stabile e definitiva alla cabina di comando e creiamo la cabina alloggi.
Gli spazi che vado ad occupare, in un modello dinamico dovevano ricevere :
nella stiva di carico batterie e motore;
sotto le cabine dovevano trovare sede i servi, la ricevente e le sue batterie.
Non avendo più bisogno di questi oggetti fisso in modo definitivo e stabile le cabine.

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In quest’altra immagine si vede già montata la cabina alloggi che trova la sua sede fra i due quadrelli di faggio che sorreggono la cabina comando e fanno da guida all’altra cabina.
Questi quadrelli oltre ad avere lo scopo di sorreggere le due cabine sono da guarnizione e copertura ad eventuali imperfezioni di tutta la struttura

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Da questa angolazione si vede la parte frontale della cabina alloggi con i due obloo.
La forma del tetto della cabina alloggi, mi ha impedito di rifinire definitivamente l’ambiente creato in quanto la sua rifinitura andrà a sopperire eventuali imperfezioni di collegamento con l’altra cabina.
Il tetto sarà costituito da listelli di tiglio da 0,5mm di spessore quindi molto teneri e delicati per la lavorazione ma sono necessari per spezzare il contrasto col resto della struttura in noce scuro (speriamo non dia noia alla vista).
In primo piano invece la stiva ancora grezza.

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… altra angolazione per la vista della stiva

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(a mio avviso) … bel primo piano della linea dello scafo

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Un salutone a tutti
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