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Tecnica del ragno matto
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Tecnica del ragno matto
La tecnica del “RAGNO MATTO”
Bella tecnica quella del ragno matto, …. Quale ?
Quella di iniziare una cosa in un modo senza seguire un ordinato procedere nella lavorazione.
Vi domanderete (ma non è necessario) il perché della cosa, bene Un motivo vero e proprio non c’è.
In effetti ho iniziato con la cabina del battello POKOMOKO, senza avere interesse alcuno a fare questa barchetta anche perché la stessa la feci tempo addietro in modalità ridotta (25cm).
Ora, il bello della cosa è fare lo scafo e metterci questa cabina senza seguire un procedimento standard.
Di solito dopo aver fatto lo scafo mi si frantumano le eliche e la barca rimane li, ora voglio vedere se riesco (dato che la parte ritenuta più rognosa è fatta) a finirlo.
Ora come sempre la solita premessa:
Questo modellino è fatto esclusivamente con materiale riciclato; detto alla Romana “da STRACCIAROLO”
“ Stracciarolo = Straccio – Raccoglitore di stracci ; straccio = materiale in genere di scarto”
Comincio a presentarvi come è stata eseguita parte della Cabina.
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Bella tecnica quella del ragno matto, …. Quale ?
Quella di iniziare una cosa in un modo senza seguire un ordinato procedere nella lavorazione.
Vi domanderete (ma non è necessario) il perché della cosa, bene Un motivo vero e proprio non c’è.
In effetti ho iniziato con la cabina del battello POKOMOKO, senza avere interesse alcuno a fare questa barchetta anche perché la stessa la feci tempo addietro in modalità ridotta (25cm).
Ora, il bello della cosa è fare lo scafo e metterci questa cabina senza seguire un procedimento standard.
Di solito dopo aver fatto lo scafo mi si frantumano le eliche e la barca rimane li, ora voglio vedere se riesco (dato che la parte ritenuta più rognosa è fatta) a finirlo.
Ora come sempre la solita premessa:
Questo modellino è fatto esclusivamente con materiale riciclato; detto alla Romana “da STRACCIAROLO”
“ Stracciarolo = Straccio – Raccoglitore di stracci ; straccio = materiale in genere di scarto”
Comincio a presentarvi come è stata eseguita parte della Cabina.
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Virgiliomodellista- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
ciao Virgilio penso proprio che il ragno matto fosse una delle cose basilari mancanti a questo forum ciao giovanni

picogio'- Forumnauta

- Numero di messaggi: 1842
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Re: Tecnica del ragno matto
Ciao Giovannino
... e si proprio così mancava il ragno matto, in effetti fatta la cabina, la timoneria ed il tetto, che non mi piace ma si vedrà in seguito devo decidere il che farci.
Di sicuro sarà lo scafo a cui appartiene, poi se motorizzarlo o no oppure lasciare la cabina finita così com'è giusto per dire che ho fatto qualcosa (anche questa volta) di inutile.
Mah! ... staremo a vedere in seguito che cosa esce da questa damigiana che mi porto sulle spalle.
per il momento andiamo avanti così poi deciderò.
La tecnica del “RAGNO MATTO” – TIMONERIA --
Perdendo tempo e cercando di fare, ho scarabocchiato su di un foglio a quadretti ed è uscito fuori un qualcosa di simile ad un timone.
Alla presentazione dei pezzi sono usciti fuori i difetti e gli errori, ma poi correggendoli quello che ne è uscito fuori sembra che ci somigli abbastanza.
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Dopo varie prove fare una specie di plancia dove inserire la barra del timone .
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Mi sembra che possa andare.
Un salutone a tutti
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... e si proprio così mancava il ragno matto, in effetti fatta la cabina, la timoneria ed il tetto, che non mi piace ma si vedrà in seguito devo decidere il che farci.
Di sicuro sarà lo scafo a cui appartiene, poi se motorizzarlo o no oppure lasciare la cabina finita così com'è giusto per dire che ho fatto qualcosa (anche questa volta) di inutile.
Mah! ... staremo a vedere in seguito che cosa esce da questa damigiana che mi porto sulle spalle.
per il momento andiamo avanti così poi deciderò.
La tecnica del “RAGNO MATTO” – TIMONERIA --
Perdendo tempo e cercando di fare, ho scarabocchiato su di un foglio a quadretti ed è uscito fuori un qualcosa di simile ad un timone.
Alla presentazione dei pezzi sono usciti fuori i difetti e gli errori, ma poi correggendoli quello che ne è uscito fuori sembra che ci somigli abbastanza.
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Virgiliomodellista- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
Ciao Virgi vedo che questa innovativa tecnica porta dei frutti.
Dai che voglio proprio vedere che fine fa il ragno.
Un saluto
Sandro
Dai che voglio proprio vedere che fine fa il ragno.
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Sandro
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Chi Lavora con le Mani è un operaio, chi Lavora con le Mani e la Testa è un artigiano,
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Re: Tecnica del ragno matto
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- MONTAGGIO –
Bene, plancia fatta, timone fatto non resta altro da fare che assemblare il tutto.
Si inizia con la presentazione della plancia nel suo sito definitivo, sicuramente sarà necessario qualche piccolo ritocco ma in definitiva è li che deve andare e se le misure sono esatte dovrà cadere proprio a pennello.
Vediamo
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Come volevasi dimostrare … piomba tutto!
Ora si toglie il tutto e si passa al fissaggio del timone e poi si rimonta il tutto in modo definitivo
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In questa ultima immagine, come al solito sfocata, posso assicurarvi che non è sfocata per difetto di mano, bensì perchè riprendo l'interno della cabina dall'estreno di un vetro posto alle spalle del timone.
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E a questo punto se escludiamo il tetto la cabina è terminata
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Bene, plancia fatta, timone fatto non resta altro da fare che assemblare il tutto.
Si inizia con la presentazione della plancia nel suo sito definitivo, sicuramente sarà necessario qualche piccolo ritocco ma in definitiva è li che deve andare e se le misure sono esatte dovrà cadere proprio a pennello.
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E a questo punto se escludiamo il tetto la cabina è terminata
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Re: Tecnica del ragno matto
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- IL DISEGNO, DECISIONE –
Signori buona giornata
Iniziamo con la lettura del disegno, il Pocomoko, uno scafo che non ha bisogno di attenzioni particolari come difficoltà.
Infatti è uno scafo dritto, non ha curvature particolari, a grandezza + o – reale si presta benissimo alla sua motorizzazione. Il suo interno è abbastanza spazioso a ricevere tutti quei componenti necessari ai suoi movimenti, ma qui siamo nel campo del modellismo statico per cui non mi attira molto la sua motorizzazione per cui staremo a vedere quale decisione si prenderà.
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Signori buona giornata
Iniziamo con la lettura del disegno, il Pocomoko, uno scafo che non ha bisogno di attenzioni particolari come difficoltà.
Infatti è uno scafo dritto, non ha curvature particolari, a grandezza + o – reale si presta benissimo alla sua motorizzazione. Il suo interno è abbastanza spazioso a ricevere tutti quei componenti necessari ai suoi movimenti, ma qui siamo nel campo del modellismo statico per cui non mi attira molto la sua motorizzazione per cui staremo a vedere quale decisione si prenderà.
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Re: Tecnica del ragno matto
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- IL DISEGNO, DECISIONE –
Bene, la decisione raggiunta è quella di fare uno scafo poi, se motorizzato oppure statico si deciderà via via che il lavoro avanza. Iniziamo dalle ordinate.
Stampo le ordinate di prua e di poppa a seconda del loro numero specificato su compensato da 5mm (solite cassette di frutta), incollo queste copie su compensato le sgrosso e rifinisco con minidril al fine di andare non oltre il segno di taglio.
In questo modo, avendo la mano abbastanza ferma queste hanno una precisione maggiore.
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Evitando poi tutta la spiegazione OVVIA della perpendicolarità e lo squadro delle stesse procedo con la sistemazione di rinforzo fra una ordinata e l’altra al fine di raggiungere una robustezza maggiore ed una precisione abbastanza buona affinché la tecnica che personalmente uso mi dia una precisione maggiore.
Questi rinforzi che sistemo, hanno anche la prerogativa di tenermi in linea lo scafo sempre per il motivo che lavoro senza l’uso dello scaletto per avere maggiore libertà di movimento.
Lo scafo, ordinate montate e rinforzi si presenta così.
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Al fine poi di ottenere una maggiore fermezza dei vari componenti montati, sistemo una base su tutta la lunghezza dello scafo (vedi lancia armata) con la differenza che questa, in seguito, non verrà tolta ma diverrà fondamentale per lo scafo.
Questa scelta, di non rimuoverla, servirà una volta deciso se motorizzarlo o meno, a sostenere servi, motore, batterie e radio per cui avanzo così.
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Una volta montato in via provvisoria e visto da sotto si nota la chiglia, i rinforzi e la dorsale da prua a poppa.
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Bene il lavoro cammina bene e senza intoppi (per il momento), non mi resta che andare avanti e cercare di finire per questa sera il rivestimento dello scafo nella parte inferriore e renderla isolata all'acqua in moo che questa notte si asciughi e diventi un tutt'uno con la chiglia.
Un salutone a tutti
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Bene, la decisione raggiunta è quella di fare uno scafo poi, se motorizzato oppure statico si deciderà via via che il lavoro avanza. Iniziamo dalle ordinate.
Stampo le ordinate di prua e di poppa a seconda del loro numero specificato su compensato da 5mm (solite cassette di frutta), incollo queste copie su compensato le sgrosso e rifinisco con minidril al fine di andare non oltre il segno di taglio.
In questo modo, avendo la mano abbastanza ferma queste hanno una precisione maggiore.
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Evitando poi tutta la spiegazione OVVIA della perpendicolarità e lo squadro delle stesse procedo con la sistemazione di rinforzo fra una ordinata e l’altra al fine di raggiungere una robustezza maggiore ed una precisione abbastanza buona affinché la tecnica che personalmente uso mi dia una precisione maggiore.
Questi rinforzi che sistemo, hanno anche la prerogativa di tenermi in linea lo scafo sempre per il motivo che lavoro senza l’uso dello scaletto per avere maggiore libertà di movimento.
Lo scafo, ordinate montate e rinforzi si presenta così.
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Al fine poi di ottenere una maggiore fermezza dei vari componenti montati, sistemo una base su tutta la lunghezza dello scafo (vedi lancia armata) con la differenza che questa, in seguito, non verrà tolta ma diverrà fondamentale per lo scafo.
Questa scelta, di non rimuoverla, servirà una volta deciso se motorizzarlo o meno, a sostenere servi, motore, batterie e radio per cui avanzo così.
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Bene il lavoro cammina bene e senza intoppi (per il momento), non mi resta che andare avanti e cercare di finire per questa sera il rivestimento dello scafo nella parte inferriore e renderla isolata all'acqua in moo che questa notte si asciughi e diventi un tutt'uno con la chiglia.
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Virgiliomodellista- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
Ciao virgi interessante
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Re: Tecnica del ragno matto
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- LO SCAFO –
Inizio la copertura esterna dello scafo. Il sistema usato è sempre il solito, ha sempre lo scopo di irrobustire la struttura mantenendola diritta e piombata per le operazioni successive.
A tale scopo ricorro a delle tavolette di pioppo tenero reperite in frutteria (fornitore preferito) così pure per le tavolette di compensato da 5mm e 2mm.
Questo sistema fa si che uno scafo “finito” abbia un costo quasi pari a “0” (zero). Le immagini che seguono mostrano come effettuo le operazioni effettuate.
Riempimento di Prua e prime 3 ordinate
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Ultime 3 ordinate e poppa
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Vista da interno
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Particolare di prua
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Con questa ultima immagine ricontrollo ponendo la dorsale interna che tutte le ordinate internamente vadano a combaciare perfettamente come previsto.
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è stata una bella scarpinata ma anche questa volta ce l'ho fatta.
Ora aspettiamo che la colla faccia il suo lavoro e più tardi .....
Inizio la copertura esterna dello scafo. Il sistema usato è sempre il solito, ha sempre lo scopo di irrobustire la struttura mantenendola diritta e piombata per le operazioni successive.
A tale scopo ricorro a delle tavolette di pioppo tenero reperite in frutteria (fornitore preferito) così pure per le tavolette di compensato da 5mm e 2mm.
Questo sistema fa si che uno scafo “finito” abbia un costo quasi pari a “0” (zero). Le immagini che seguono mostrano come effettuo le operazioni effettuate.
Riempimento di Prua e prime 3 ordinate
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è stata una bella scarpinata ma anche questa volta ce l'ho fatta.
Ora aspettiamo che la colla faccia il suo lavoro e più tardi .....
Ultima modifica di Virgiliomodellista il Dom 29 Ago 2010 - 20:19, modificato 1 volta

Virgiliomodellista- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
ciao Virgilio, pare che le ultime foto non siano comparse ,ma ho visto le precedenti
e tutto corre liscio a costo zero ciao giovanni
e tutto corre liscio a costo zero ciao giovanni

picogio'- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
infatti proprio così costo "0"
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- impermeabilizzazione interna --
Con questi passi successivi, impermeabilizzo lo scafo internamente.
Sono in ritardo sulla tabella di marcia in quanto ho perso tempo a quadrare delle cose che non tornavano,
ora torna tutto
Bene, non è ancora deciso se o meno motorizzarlo ma per adesso lo impermeabilizzo come se sia uno scafo fatto per l’acqua ma se non dovesse essere male non gli fa e resterà comunque un modello statico.
Inizio col tagliare strisce di tela (cotone) necessarie per la lavorazione che devo intraprendere.
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E iniziando dalla prua procedo verso la poppa
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Ho tralasciato deliberatamente di fare questa operazione fra le ordinate 1-2-3 perché mi è venuto un dubbio su un particolare che non quadra, ma questa omissione non pregiudica affatto il lavoro intrapreso, per cui posso iniziare a rivestire lo scafo con lo stesso sistema usato per la prima parte, nella parte restante ossia verso il ponte..
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Ora con queste immagini, l'impermeabilizzazione è al 90% terminata, posso passare alla chiusura dello scafo ossia alla posa del ponte e dell'ossatura interna quella cioé che funziona da supporto per la meccanica necessaria alla motorizzazione.
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- impermeabilizzazione interna --
Con questi passi successivi, impermeabilizzo lo scafo internamente.
Sono in ritardo sulla tabella di marcia in quanto ho perso tempo a quadrare delle cose che non tornavano,
ora torna tutto
Bene, non è ancora deciso se o meno motorizzarlo ma per adesso lo impermeabilizzo come se sia uno scafo fatto per l’acqua ma se non dovesse essere male non gli fa e resterà comunque un modello statico.
Inizio col tagliare strisce di tela (cotone) necessarie per la lavorazione che devo intraprendere.
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Virgiliomodellista- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
Lo sai Virgi che mi sta venendo un' idea guardando questa tua nuova tecnica?
Ti farò sapere dammik il tempo di elaborarla per bene
Un saluto
Sandro
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Un saluto
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Re: Tecnica del ragno matto
Ciao Bello! hai da elaborà ??
elabora, elabora!
mo me so perso e mo?
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- Montaggio ponte –
Signori buona giornata
Andando a occhio senza cioè una linea guida sul da farsi, ho saltato alcune immagini che mostrano l'interno di prua ma non credo abbia importanza.
Comunque, l’ossatura interna quella cioè che ho lasciato, segue il perimetro perfetto interno dello scafo ed ha la forma del ponte a vista; ad onor di cronaca, devo aggiungere che dopo lo strato di tela e 3 Mano di VINAVIL, ho dato anche una mano di cementite, essendo stato impermeabilizzato internamente questo pseudo ponte interno funziona da supporto e da intercapedine. Per cui se lo scafo va in acqua è una sicura in più, se al contrario … un lavoro inutile ma non dannoso per cui alla via così!
Nell’immagine che segue, si vede l’ossatura interna, parte rivestita con impiallacciatura di noce e parte grezza, con la copertura totale del ponte l’interno va a scomparire.
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Con quest’ultima immagine completo l’impermeabilizzazione dello scafo passando la cementite nella parte poppiera dello scafo. Posso passare ora alla chiusura del ponte e a questo punto mi sembra chiaro che rimarrà un modello STATICO.
---------------------------------------------- Virgilio -----------------------------------------------
elabora, elabora!
mo me so perso e mo?
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- Montaggio ponte –
Signori buona giornata
Andando a occhio senza cioè una linea guida sul da farsi, ho saltato alcune immagini che mostrano l'interno di prua ma non credo abbia importanza.
Comunque, l’ossatura interna quella cioè che ho lasciato, segue il perimetro perfetto interno dello scafo ed ha la forma del ponte a vista; ad onor di cronaca, devo aggiungere che dopo lo strato di tela e 3 Mano di VINAVIL, ho dato anche una mano di cementite, essendo stato impermeabilizzato internamente questo pseudo ponte interno funziona da supporto e da intercapedine. Per cui se lo scafo va in acqua è una sicura in più, se al contrario … un lavoro inutile ma non dannoso per cui alla via così!
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Re: Tecnica del ragno matto
La tecnica del “RAGNO MATTO” -- Rivestimento –
Usando un compensato da 2mm per la copertura del ponte posso trovare, se le ordinate non sono allineate, problemi di gobbe o buche, ma per contro ho la possibilità di gestione degli spazi interessati alla copertura.
Per cominciare, e comprendere meglio il lavoro svolto, ho lasciato le fiancate più alte di 5mm dal bordo superiore dell’ordinate.
Questo sistema mi permette di inserire il ponte all’interno delle fiancate, in effetti il contrario di quanto avviene nei vascelli tradizionali, questo era stato studiato quando pensavo si motorizzarlo ma ora vedo che questo sistema è efficace anche per modelli statici (è più simpatico).
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Nelle immagini che seguono il sistema del ponte incassato è più apprezzabile.
“Per la cronaca” …. Questo sistema è valido per scafi fatti con il mio sistema, per il sistema tradizionale non ho riscontri per cui prendete queste informazioni così come vedete il prosieguo dei lavori.
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Ora presento la cabina nel sito destinato ad accoglierla e come si vede cade a pennello, sicuramente qualche piccolo ritocco sarà necessario ma per il momento non vedo problemi di sorta.
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Il risultato ottenuto sembra essere sufficientemente buono ora la prova del fuoco con il rivestimento del ponte ed il fissaggio definitivo della cabina.
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Usando un compensato da 2mm per la copertura del ponte posso trovare, se le ordinate non sono allineate, problemi di gobbe o buche, ma per contro ho la possibilità di gestione degli spazi interessati alla copertura.
Per cominciare, e comprendere meglio il lavoro svolto, ho lasciato le fiancate più alte di 5mm dal bordo superiore dell’ordinate.
Questo sistema mi permette di inserire il ponte all’interno delle fiancate, in effetti il contrario di quanto avviene nei vascelli tradizionali, questo era stato studiato quando pensavo si motorizzarlo ma ora vedo che questo sistema è efficace anche per modelli statici (è più simpatico).
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“Per la cronaca” …. Questo sistema è valido per scafi fatti con il mio sistema, per il sistema tradizionale non ho riscontri per cui prendete queste informazioni così come vedete il prosieguo dei lavori.
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Virgiliomodellista- Forumnauta

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Re: Tecnica del ragno matto
ciao virgi, be che dire il risultato è buono si, te la cavi proprio bene col materiale di recupero, stiamo a vedere il seguito
un saluto guido
un saluto guido

leone- Forumnauta

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