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Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Sab 4 Set 2010 - 15:18

Martedì 31 Agosto 2010 - Secondo fasciame terminato !!

Purtroppo mi sono dovuto concedere una pausa a causa di un lutto famigliare e, mio malgrado, non ho potuto terminare la stesura del secondo fasciame in tempi più brevi. Comunque appena possibile, anche come reazione all'accaduto, mi sono buttato anima e corpo sui miei modelli e così ho completato il secondo fasciame del Dolphyn.

Non c'è molto da dire sul processo di lavorazione in se, ampliamente descritto nei miei messaggi precedenti.

La cosa importante è che questo evento, cioè la fine del fasciame, è da considerarsi come una pietra miliare nella costruzione di un modello navale e quindi qualcosa a cui brindare con almeno uno spumante.

Sinceramente sono MOLTO contento del risultato ottenuto, specialmente dopo aver visto il colore che ne è venuto fuori dopo l'applicazione del mio famoso olio per legno.

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05

Siccome immagini nella risoluzione massima imposta dal forum non permettono di osservare attentamente il lavoro fatto a causa della dimensione ridotta dei listelli utilizzati, ho pensato di allegare come link delle immagini ad alta risoluzione che qui sotto vi propongo:

01 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
02 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
03 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
04 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
05 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif


Fra meno di una settimana me ne andrò in vacanza per un paio di settimane e ho deciso di lasciare così comè questo modello fino al mio ritorno, previsto per fine Settembre. Quindi per il momento devo interrompere questo messaggio per il raggiunto limite di immagini pubblicate ma ce ne sono altre, scattate nelle medesime condizioni, che pubblicherò al più presto. Cordiali saluti. Jack.Aubrey
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Modifica il Sab 4 Set 2010 - 23:04

Jack, come sempre posti delle foto che rendono onore ai tuoi lavori per pulizia e tecnica, ma credo che questa volta hai posato i listelli in una maniera che ritengo improbabile nella realtà.
ti allego la tua foto evidenziata nel punto da me citato.

Con stima, Modì.-
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Mar 7 Set 2010 - 14:50

Di seguito propongo altre quattro immagini dello scafo del Dolphyn. A parte la prima, da intendersi come prosieguo del mio precedente messaggio, le altre tre sono una "zoom-mata" sulla zona di poppa.

01

Ovviamente qui si può vedere ben poco dei singoli corsi di fasciame, per questo motivo ho riproposto le stesse immagini in una risoluzione maggiore.
Contrariamente all'idea che mi ero fatto, mi aspettavo in questa zona dei problemi di una certa entità, con una potenziale necessità di installare un certo numero di "filler" per seguire l'andamento lineare dei corsi e ricorrere a diverse rastremazioni. Invece non è stato così: non è quasi stato necessario rastremare i listelli, a parte un piccolo numero (se ben ricordo quattro) e mi sono trovato a dover inserire soltanto un filler. Tutto molto semplice (si fa per dire), il difficile infatti sta da un'altra parte.
Nelle immagini ad alta risoluzione si riesce ad individuare il filler triangolare grossomodo dove il fasciame comincia ad allontanarsi dal dritto di poppa.

02

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Immagini ad alta risoluzione:
01 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
02 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
03 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
04 http://illiweb.com/fa/pbucket.gif


Nella prossima puntata verranno mostrate delle immagini di dettaglio del fasciame a prua in modo da analizzare insieme i problemi incontrati e le soluzioni adottate in quest'altra zona.
In tale occasione conto di fornire una risposta al commento del nostro modifica che precede questo messaggio.
Un cordialissimo saluto. Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Dom 3 Ott 2010 - 17:19

Dopo una lunga latitanza per vacanze e altro mi sono accorto di aver lasciato in sospeso un'ultima serie di tre immagini tutte risalenti allo stesso periodo dei due miei precedenti messaggi, nonchè una risposta al nostro modifica..

Queste immagini sono una vista più particolareggiata della zona di prua dello scafo.







A differenza delle altre due zone (centrale e poppa) in questa ho dovuto fare un poco i salti mortali per applicare il fasciame, tanto da poter affermare che, per quanto il risultato finale del secondo rivestimento sia visivamente buono, mi era venuto meglio, sempre in questa zona, il primo.

Perchè ? Onestamente non lo so ma se andate ad osservare l'elaborazione che segue potete vedere come i listelli abbiano perlomeno tre andamenti particolari.

1) Nella zona 4 tutto bene, addirittura non c'è stata neppure la necessità di rastremare.
2) Nella zona 3 ho dovuto inserire dei "filler", cosa che di solito capita a poppa, non a prua, dove al limite occorrono gli "stealer".
3) Nella zona 1 ho dovuto invece ricorrere a rastremazioni molto pronunciate, e qui tutto sommato ci sta ancora ma
4) nella zona 2 ho dovuto addirittura interrompere due/tre corsi prima di raggiungere la ruota di prua e questo nella realtà non esiste.



Morale: seppur convinto di aver fatto del mio meglio, non ho ancora capito dove stia il bandolo della matassa.

Data la (impressione mia?) particolare forma di questa prua posso ancora ritenere (anche se a fatica) "normale" il dover ricorrere a filler nella zona 3 ma il dover interrompere i corsi nella zona 2 proprio non mi va giù . . . anche se, vi prego di credermi, faccio fatica a trovare una soluzione alternativa: infatti il listello, pur nella misura ridotta utilizzata (0,5x3) si imbarcava troppo e si sollevava lateralmente in modo assolutamente non gestibile tanto da obbligarmi a ricorrere a questa soluzione.

Immagini ad alta risoluzione:
http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
http://illiweb.com/fa/pbucket.gif

Un cordiale a presto, appena possibile riprendo questo cantiere, essendo gli altri fermi per motivi contingenti. Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Modifica il Dom 3 Ott 2010 - 21:11

Grazie Jack per la elaborata ed esauriente risposta.
In effetti quella nave ha una prua veramente ""rotonda"" e di difficile elaborazione nella posa dei listelli.
Grazie di nuovo, Modì.-
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Ven 8 Ott 2010 - 18:37

Finite le vacanze; si ricomincia . . . (Martedì 6 - Giovedì 8 Ottobre)
Al ritorno dalle vacanze ho dovuto subire i rituali paio di giorni incasinatissimi a sistemare gli affari rimasti pendenti in mia assenza. Ma, appena mi sono liberato da questi piccoli fastidi, ho potuto riprendere il lavoro. Del Soleil Royal, o meglio del mancato arrivo di materiale ho già accennato in sede opportuna, sul Pinco Genovese aspetto che il mio amico Oreste possa riprendere a camminare dopo la frattura del ginocchio, quindi non ho avuto alternative: rimboccarsi le maniche sul Dolphyn.

Avendo terminato l'applicazione del fasciame, ho potuto dedicarmi ad iniziare una serie di lavoretti e piccoli particolari che potremmo riassumere in una sola parola: sovrastrutture. Giusto quello che serve per ricominciare, lavoretti singolarmente piccoli e talvolta semplici ma che sono molto importanti per l'estetica generale del modello. Hanno inoltre una particolarità: dopo una completa mezza giornata di lavoro ininterrotto, ti sembra di non aver fatto nulla.

Un esempio sono i particolari presenti nella prima fotografia qui mostrata. Si tratta di dieci scalmotti nella zona del castelletto di prua, che erano stati lasciati indietro in passato e che era ora di fare senz'altro indugio.

Sono stati realizzati utilizzando listelli di faggio 3 x 3 preventivamente colorati di rosso. In mancanza di istruzioni precise, ho preferito usare il 3 x 3 al posto del 4 x 4 utilizzato per gli altri scalmotti presenti sul ponte principale in quanto mi sembravano più armonizzabili in quest'area più ridotta. Anche il numero è stato stabilito da me in modo aleatorio in cinque per lato sempre per mancanza di piani che ne definissero esattamente la quantità.

Installazione: ogni pezzo ha dovuto essere sagomato con una limetta ad una forma che ricorda vagamente un triangolo isoscele prima di poter essere fissato in sede e il difficile, o meglio il noioso, è stato appunto questo fatto. Tempo speso in totale: un paio d'ore buone buone.
E' comunque servito per rimuovere la vernice rossa nella parte dove lo scalmotto viene incollato all'impavesata, permettendo l'uso di colla vinilica.
La maggior distanza tra il secondo ed il terzo scalmotto partendo da prua è intenzionale in quanto in mezzo dovrà essere aperto un foro quadrato per far passare la gru di capone.



Altri particolari realizzati in questi giorni: scalette e carabottini. le scalette presenti sui ponti sono in tutto cinque, anche se per il momento solo tre sono state fissate. I carabottini invece sono due e nelle prossime due immagini è visibile quello più piccolo, posizionato nella zona immediatamente prima dell'albero di maestra.



In questa immagine è visibile la scaletta che porta al ponte sottostante.



Qui invece abbiamo quello più grande, posizionato davanti all'albero di mezzana (si tratta di un modello dove non è presente l'albero di trinchetto). Sopra questo particolare sarà a suo tempo installata la scialuppa, ma credo passerà un pò di tempo . .

Due parole sul processo di costruzione dei carabottini, in particolare del grigliato. Si tratta di pezzi pre-lavorati presenti tra il materiale della scatola di montaggio nella forma di listelli seghettati e già tagliati in misura. Per montarli è necessario incollarli in modo da formare un wafer quadrato. A colla essiccata si spianano ben bene le due superfici in modo da livellare eventuali imperfezioni e si ritagliano i pezzi della giusta misura recintando il tutto con una cornice costituita di solito da un listello di mogano o noce 2x3. A questo punto vi chiederete dove sta il problema . .

Nella realtà non esiste nessun problema salvo che ho "inventato" un sistema semplice, funzionale e sopratutto veloce per incollare questi listellini tra di loro senza inestetiche sbavature di colla. Il termine "inventato" significa semplicemente che non l'ho visto fare da nessun altro, anche se è possibile che sia utilizzato da molti altri ed io non abbia inventato un bel nulla.

Personalmente monto a secco il pagliolato su una tagliera per salumi in plastica e poi applico, con un pennello duro e in modo decisamente abbondante, una passata di colla vinilica diluita 50% su tutto il grigliato. Dopo qualche minuto, a colla quasi asciutta, giro il wafer e ripeto la stessa operazione sull'altro lato dopo aver comunque ripulito dalla colla ancora umida la tagliera di plastica con un panno umido.
Lascio il tutto ad asciugare per un'oretta ed il pezzo è perfettamwente incollato senza la più piccola sbavatura. Il segreto credo stia nel fatto che la colla così diluita impregni totalmente i listelli permettendo il loro incollaggio dall'interno. Asciugando l'acqua non rimane più nulla di visibile.





La zona laterale dei due pagliolati costituisce la riservetta delle munizioni e deve essere riempita con pallini da caccia per simulare le palle di cannone (quando riuscirò a trovarli visto che non sono forniti nel kit).

Dell'ultima immagine propongo anche la versione ad alta risoluzione: http://illiweb.com/fa/pbucket.gif

Per il momento è tutto. Alla prossima puntata con altri particolari, qui abbiamo raggiunto il numero massimo di immagini. Cordialmente, Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Sab 9 Ott 2010 - 14:48

Veniamo oggi ad illustrare un paio di ulteriori particolari realizzati in questi tre giorni di lavoro. Anche qui poca roba, ma di lavoro ce n'è molto, specialmente per la porta della cabina del comandante.

Un primissimo piano della porta, anche se la fotografia è stata scattata con una luce non propriamente ottimale . .



Le scalette sono state realizzate con il classico materiale pre-lavorato presente nel kit di montaggio. Unica difficoltà tagliare tutti gli scalini della stessa lunghezza, per cui ho improvvisato sui due piedi un attrezzo adatto allo scopo. L'incollaggio è stato eseguito in una maniera simile a quella utilizzata per i carabottini (colla diluita) descritta in precedenza: anche qui ha funzionato alla perfezione senza lasciare inestetiche tracce di collante e comunque mantenendo una adeguata robustezza.



Riguardo alla porta della cabina del comandante la cosa è stata piuttosto elaborata e ha preso un pò di tempo in tutti i tre giorni in quanto non era possibile eseguire questo pezzo tutto in una volta.

Cominciamo con la gobbetta sul cassero immediatamente dietro alla porta (non so come si chiama). Si tratta di un blocchetto di legno dolce sagomato opportunamente e rivestito su tutti i lati, eccetto il lato inferiore e anteriore, con listelli di noce 1x2. Prima i lati e poi il tetto. A colla essiccata adeguata carteggiatura, quindi incollaggio sul cassero.

Poi ho costruito gli stipiti della porta utilizzando del faggio 2x3 tinto con colorante tipo mordente rosso. A colore asciutto ho incollato in sede gli stipiti ed ho poi bordato la "gobbetta" con un listello annerito 1x2.

A questo punto sotto con la porta: su un rettangolino di compensato di betulla dello spessore 0,5 ho applicato listelli di noce 1x2. Quindi ho ritagliato il pezzo nella giusta misura per inserirlo tra gli stipiti rossi; a questo punto ho bordato la porta con listelli di tanganika chiaro spessore 0,5 ritagliati su misura.

Le cerniere della porta vengono ricavate dalle cerniere che si vendono pronte per i portelli dei cannoni, opportunamente adattate. Manca ora solo da imbrunirle (così dorate non sono molto realistiche) e di fare la maniglia. Lavoro per la prossima volta.





Per oggi ho finito. Un arrivederci. Jack.Aubrey
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da mozzo il Sab 9 Ott 2010 - 17:04

buon pomeriggio Jack , mi sono permesso di postare queste due immagini con relative anomalie (di mia conoscenza) .non ti sembra strano che i scalmotti non stiano a pacco con il fasciame e pure il mancato angolo di quartabono? e lo spazio che intercorre tra uno scalmotto e l'altro non rispecchia la distanza simmetrica ?quel tavolato del cassero che finisce senza un traversino come l'entrata della cabina del comandante (lo hai dichiarato tu) sia tanta alta da uscire al di sopra delle murate ?
certo che il lavoro che stai facendo e d'apprezzare da come si presenta di pulizia e trattato teoricamente .
buon modellismo
mozzo Basketball



Ultima modifica di mozzo il Sab 9 Ott 2010 - 18:30, modificato 1 volta

mozzo
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Scubaleo il Sab 9 Ott 2010 - 17:10

Ciao Sergio, se posso esprimere un mio parere, il rosso utilizzato per la porta è un "pugno in un occhio".
L'accostamento tra il noce e il tanganika chiaro è poco armonioso. Forse è l'effetto della luce...

Saluti da Scuba!!!

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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Brad Barron il Sab 9 Ott 2010 - 18:33

ciao Sergio,
posso farti una domanda sulla porticina? perchè son rimasto colpito dalla precisione con cui l'hai realizzata [per non parlare del resto Wink]
le cernerie della porta le hai realizzate te o le hai acquistate?
se non sbaglio sempre sulle cerniere si vedono i segni dei chiodi; son stati volutamente realizzati da te oppure erano già presenti oppure è solo un effetto delle foto?

comunque siacomplimenti
un saluto
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Modifica il Sab 9 Ott 2010 - 22:37

Ciao, due risposte.

@ Jack: il casotto come lo definisci tu in gergo marinaro si chiama TAMBUCCIO.
ve ne sono di varie sagome con porte apribili oppure scorrevoli.
Posto qui l'immagine di un tambuccio classico.


@ Brad: Sergio, sopra ha scritto che le cerniere sono di derivazione stretta e modificata delle cerniere da portelli dei cannoni!

Ciao, Modì.-


Ultima modifica di brggpl il Lun 11 Ott 2010 - 7:55, modificato 1 volta (Motivazione : tambuccio)
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Dom 10 Ott 2010 - 16:10

Scusate ma non mi aspettato tante risposte . . .

Jack: il casotto come lo definisci tu in gergo marinaro si chiama TAMBUCCIO. Ve ne sono di varie sagome con porte apribili oppure scorrevoli.
Grazie mille per la precisazione sulla giusta nomenclatura di questo particolare. Potrebbe essere un elemento da aggiungere al glossario ?

ciao Sergio,
posso farti una domanda sulla porticina? perchè son rimasto colpito dalla precisione con cui l'hai realizzata . . le cernerie della porta le hai realizzate te o le hai acquistate? Se non sbaglio sempre sulle cerniere si vedono i segni dei chiodi; son stati volutamente realizzati da te oppure erano già presenti oppure è solo un effetto delle foto?
Ti ha già risposto modifica ma confermo che sono pezzi commerciali che erano presenti (esattamente in numero di due) tra il materiale del kit. Devo anche aggiungere che non sono molto belli ed un pò fuori scala (inteso come cerniere di una porta, non come cerniere per i portelli dei cannoni); per questo motivo conto di colorarli/brunirli, in modo che siano meno appariscenti.

Ciao Sergio, se posso esprimere un mio parere, il rosso utilizzato per la porta è un "pugno in un occhio".
L'accostamento tra il noce e il tanganika chiaro è poco armonioso...
Non so cosa dirti. Di solito in questi casi si dice "questione di gusti". Pensavo che avendo già in abbondanza il color rosso sugli scalmotti, fosse più "in tinta" fare la cornice della porta dello stesso colore. La luce centra poco come dimostrano le immagini che sono mostrate in fondo a questo messaggio con una luce diversa.

E veniamo al nostro buon mozzo:
. . . non ti sembra strano che gli scalmotti non stiano a pacco con il fasciame e pure il mancato angolo di quartabono? E lo spazio che intercorre tra uno scalmotto e l'altro non rispecchia la distanza simmetrica ? Quel tavolato del cassero che finisce senza un traversino come l'entrata della cabina del comandante (lo hai dichiarato tu) sia tanta alta da uscire al di sopra delle murate ?
per quanto riguarda gli scalmotti è probabile che tu abbia ragione però non ne sono totalmente sicuro. Stiamo parlando di un veliero olandese, quindi non francese nè inglese e quanto sto per scrivere potrebbe non essere applicabile per una nave olandese, sulle cui tecniche di costruzione onestamente non so nulla. Sul velieri francesi i quinti erano tutti praticamente perpendicolari alla chiglia, quasi fino all'estrema prua. In questo caso il quartabuono era essenziale e presente sia all'interno che all'esterno del costolame. Nei velieri inglesi invece, per risparmiare legname, usavano una tecnica differente e le costole verso prua (e anche verso poppa) venivano montate non perpendicolari ma con un'angolazione via via minore man mano che si procedeva verso prua. Qui il quartabuono era molto meno importante in quanto il quinto era già angolato, sia fuori che dentro. Ora la domanda è: quale tecnica utilizzavano gli olandesi ? Se la risposta corretta è la prima allora tu sei nel giusto, se la seconda no. Qualora ce ne fossa una terza, sarebbe interessante conoscerla (e qui il discorso vale per tutti i partecipanti). Sulla diversa distanza tra gli scalmotti due e tre ho già spiegato il motivo ma mi rendo conto che con ogni probabilità ho commesso un errore, solo che per correggerlo ho paura di rovinare la zona. Infatti dovrei rimuoverli praticamente tutti e posso assicurarti che sono incollati molto, molto bene . .

Ed ora veniamo al cassero: questo particolare è ben lungi dall'essere finito. In particolare le due scalette saranno congiunte da un traversino (interrotto dal tambuccio) che sosterrà un parapetto fatto con le solite colonnine in bosso (almeno questo è quello presente nel kit). Anche su tutto il contorno esterno del cassero (capodibanda) dovrà essere installato un analogo parapetto . . . ma prima devo approntare lo specchio di poppa, con i decori, ecc. Per quanto riguarda l'altezza della porticina, è quanto descritto nei piani della Corel, nulla di più e nulla di meno.









Immagini ad alta risoluzione:
http://illiweb.com/fa/pbucket.gif
http://illiweb.com/fa/pbucket.gif

Spero di essere stato esaustivo, non mi aspettavo tante domande . . Un cordialissimo saluto a tutti voi. Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Jp il Dom 10 Ott 2010 - 21:47

Ciao, Jack
complimenti per il "reportage"

Solo una domanda...non dovrebbe esserci anche un trincarino tra gli scalmotti a prua?

In genere li ho visti presenti anche su casseri e castelli di diverse navi e di epoche diverse... lo devi ancora posizionare? oppure è definito che non ci debba essere presente?

ciao
Jp
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da mozzo il Dom 10 Ott 2010 - 22:27

Buona sera a tutti , Caro Jack , il quartabuono non è in carpenteria navale questione di nazionalità , i quinti che tu hai nominato sono i quinti deviati sia a prua che a poppa, questa tecnica e universale , per la grandezza della porticina , sinceramente mi aspettavo una risposta più tecnica che far riferimento al Kit.se me lo permetti un trincarino come e configurato non a senso., come mai?
Buon modellismo
mozzo
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Lun 11 Ott 2010 - 14:31

Decisamente mi volete far lavorare . . .

Mozzo, veniamo alla porticina . .
. . . per la grandezza della porticina , sinceramente mi aspettavo una risposta più tecnica che far riferimento al Kit . . .
Riporto qui di seguito due estratti dai piani della Corel dove si può tranquillamente osservare come non sia una mia invenzione l'aver costruito una porticina più alta del ponte del cassero. Tra l'altro il tambuccio è tutt'altro che infrequente sulle navi di relativamente piccole dimensioni, specialmente su quelle più recenti.





In aggiunta vorrei fornire un paio di dati che dovrebbero mettere una pietra sopra questa storia. Vediamoli qui di seguito.

- scala del modello: 1/50,
- altezza di una persona di media corporatura: cm. 170,
- larghezza di spalle di una persona di media corporatura: cm. 50,
- altezza della persona di cm. 170 in scala 1/50: mm. 34,
- larghezza di spalle in scala 1/50: mm. 10,
- altezza della porticina (escluso lo stipite) sul modello: mm. 36,
- larghezza della porticina (escluso lo stipite) sul modello: 18,5.

A me sembrano misure perfettamente congruenti per la scala indicata. Ora, mi domando: dove sta il problema della porticina ? Oppure non ho per nulla capito il senso della domanda ?

. . . se me lo permetti un trincarino come è configurato non ha senso, come mai ?
Sinceramente non capisco questa domanda, è lo stesso elemento (al momento mancante) cui fa riferimento il collega JP oppure parliamo di quello già presente ai piedi dell'impavesata del ponte principale ? In che cosa non avrebbe senso ? Qui sotto le indicazioni Corel. Mia iniziativa è stata quella di renderne triangolare la sezione, ti riferisci forse a questo fatto ?



Solo una domanda...non dovrebbe esserci anche un trincarino tra gli scalmotti a prua? In genere li ho visti presenti anche su casseri e castelli di diverse navi e di epoche diverse... lo devi ancora posizionare? oppure è definito che non ci debba essere presente?
JP, dopo il tuo suggerimento sto prendendo in seria considerazione di implementare anche in questa zona questo particolare ma è un pò presto in quanto prima devo installare le due gru di capone e capire cosa sono i quattro pezzi (quelli evidenziati in verdino nella figura qui sotto), due per lato, che fiancheggiano l'impavesata. Conterei comunque di utilizzare lo stesso legno usato per l'altro trincarino, solo di sezione minore.



Per il momento è tutto. Cordialissimi saluti. Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da mozzo il Lun 11 Ott 2010 - 15:17

Jack , parlo del trincarino già presente che è un particolare strutturale e non in pezzi tra scalmotti , per la porticina ho capito bene che è da da Kit , la mia domanda e ti chiedevo la tua esperienza non ti sei reso conto che è un po grande ?
Ho l'mpressione che ti stia dando fastidio le mie osservazioni , be pazienza , c'è la metto io una pietra sopra e chiudo
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Lun 11 Ott 2010 - 19:35

mozzo ha scritto:Jack , parlo del trincarino già presente che è un particolare strutturale e non in pezzi tra scalmotti . .
Non è per far polemica, ma non ho proprio la più pallida idea di come si dovrebbe a questo punto montare il trincarino su uno scafo con queste caratteristiche. Faccio notare che, a differenza di navi più grandi, non esiste un fasciame interno dell'impavesata. Forse un bel disegnino ad hoc mi aprirebbe gli occhi e farebbe capire probabilmente non solo a me ma anche ad altri come dovrebbe essere implementato questo particolare.

mozzo ha scritto:. . per la porticina ho capito bene che è da da Kit , la mia domanda e ti chiedevo la tua esperienza non ti sei reso conto che è un po grande ?
Ancora senza polemica, pensavo che le misure fornite in precedenza bastassero a convincere gli scettici sulla correttezza delle dimensioni. O forse che nel 1760 i marinai olandesi erano mediamente alti 110 cm ? . . . Scherzi a parte non mi è neppur lontanamente passato per la testa che fosse grande, il tutto mi è sembrato perfettamente plausibile. Se dovessi mettere in discussione in ogni particolare i piani della Corel (che sono comunque vecchiotti) cosa dovrei fare in futuro con le dimensioni degli alberi ?

mozzo ha scritto:Ho l'mpressione che ti stia dando fastidio le mie osservazioni , be pazienza , c'è la metto io una pietra sopra e chiudo
Ti prego di toglierti dalla testa questa erronea impressione, non è assolutamente mia intenzione. Il problema è piuttosto che (senza offesa ti scongiuro) di solito sei abbastanza ermetico nelle tue esternazioni e specialmente non esprimi per iscritto in modo chiaro e articolato le tue osservazioni. Questa è una situazione per me fonte di incertezze in quanto mi trovo a dover interpretare un tuo pensiero basandomi su commenti e domande non adeguatamente specificate. Senza offesa, dovresti sforzarti di immedesimarti nella testa dei riceventi e chiederti per prima cosa se il destinatario del tuo messaggio, con gli elementi da te forniti, sia in grado oppure no di capire il tuo pensiero.

Io ad esempio faccio spesso leggere a mia moglie o a mia figlia, che di modellismo non ci capiscono nulla, i miei messaggi. Se li capiscono loro, vuol dire che quasi tutti gli altri potranno capirli, se non li capiscono, cerco di semplificare il testo per cercare di renderlo più comprensibile. Questa tecnica mi aiuta inoltre a scoprire eventuali errori ortografici . .

A presto. Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da mozzo il Lun 11 Ott 2010 - 19:49

mi dispiace deluderti ma non sono capace di farti intendere la carpenteria navale , Jack , ti posto queste immagini , cerca di intendere
con stima









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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Novecento il Mar 12 Ott 2010 - 21:27

Ciao Jack, mi complimento ancora con te per la precisione dei tuoi modelli e come tu sai sono sempre in attesa della chiusura di un tuo cantiere arenato purtroppo. Inoltre volevo informati se mi permetti che sto sfruttando la tua esperienza dato il mio tempo limitato, il tuo modo di spiegare le tue conoscenze, stratagemmi ed esporli con tanto di foto addiritura con la possibilità di visualizzarle con una qualità maggiore per vedere al meglio la pulizia e precisione del tuo operato. Spero di vedere presto il continuo del tuo cantiere e il lavoro finito.
Ciao
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Mar 12 Ott 2010 - 22:26

Se qualcuno pensa che lo scambio di messaggi tra me e mozzo sia terminato con la sua ultima risposta, si sbaglia completamente.

E' con grande senso di onestà che mi accingo a scrivere questo mio nuovo commento, nonostante la estrema avarizia verbale del mio corrispondente, ed il motivo è uno soltanto: sulla storia del trincarino ha ragione lui.

Se fossi nei panni di mozzo molto probabilmente chiuderei il messaggio qui, ma non sono lui e quindi, per rendere più comprensibile la mia affermazione precedente su chi abbia ragione e torto, cercherò ora di spiegare il perchè di quell'affermazione che implicitamente riconosce in mozzo la competenza in materia di architettura navale che gli compete.

Ed è proprio da questo ultimo concetto, la riconosciuta competenza di mozzo su questo genere di argomenti che mi ha spinto nel mio precedente messaggio a chieder maggiori lumi al riguardo, ricevendo però una risposta (che al momento in cui l'ho letta era differente da quella che appare ora dopo una sua modifica apportata più tardi e nella quale sono state inserite cinque immagini . . modifica che io ho visto soltanto il giorno dopo) che mi era sembrata di chiusura definitiva con integrata la classica sbattuta di porta . .

Ma ormai il tarlo si era installato nel mio cervello e allora, approfittando della abituale riunione settimanale dell'associazione modellistica Magellano, ho discusso sull'argomento con alcuni modellisti ben più ferrati del sottoscritto e, sfogliando anche delle riviste del Lusci, siamo arrivati, con mio totale convincimento, a definire come avrebbe dovuto essere installato il trincarino (con eventuale contro-trincarino) su uno scafo come quello del Dolphyn.

La figura qui sotto riportata è tratta appunto da una pagina della rivista del Lusci, datata se ricordo bene 1978, e conferma l'affermazione di mozzo che il trincarino da me eseguito è sbagliato.



Ricordo invece, come mostrato qui sotto, l'esecuzione secondo il progetto Corel.



Delle cinque immagini inserite successivamente da mozzo, ho trovato utile, e per quanto mi riguarda riconducibile al Dolphyn, in modo particolare l'ultima dove mi sembra di capire come lo scalmotto non fosse un elemento integrante delle costole ma un elemento posticcio per sostenere l'impavesata sulle navi di piccole/medie dimensioni. O sbaglio ?

Per concludere quindi, onore al nostro mozzo, nella speranza che comunque questo riconoscimento serva anche per il futuro a far capire (a tutti, non solo al mio interlocutore di questo momento) che nei forum si può scrivere di tutto ed il contrario di tutto, ovviamente restando in tema.

Ma è doveroso sottolineare che l'enunciato dovrebbe essere comprensibile e, sopratutto, motivato e documentato. Credo che a nessuno piaccia ricevere critiche senza capirne il motivo ed ecco perchè ritengo che una buona spiegazione delle proprie idee sia importante, se non addirittura indispensabile per favorire un sano clima di dialogo

Sperando in un futuro migliore, un saluto a tutti. Jack.

PS: Preso atto dell'errore ora mi resta il problema di trovare, se esiste, una soluzione per correggere l'errore commesso senza sfasciare il tutto.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da grisuzone il Mar 19 Ott 2010 - 8:44

terro d'occhio questo topico..
bellissimo
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da feberet il Mar 19 Ott 2010 - 15:57

secondo il mio modesto parere, bravi a tutti quelli che fanno una discusione costruttiva come quella precedente ! , questo vuol dire collaborare per migliorarsi .
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da jack.aubrey il Mer 20 Ott 2010 - 14:12

Qualche messaggio fa terminavo con:
Preso atto dell'errore ora mi resta il problema di trovare, se esiste, una soluzione per correggere l'errore commesso senza sfasciare il tutto.
Ci ho pensato su alcuni giorni. Dopo aver valutato un qualche metodo per scollare il trincarino errato mi sono reso conto che la cosa presentava dei notevoli rischi di rovinare il "giocattolo". Per cui ho valutato altre possibilità.

L'idea che vi sottopongo mi è venuta un po per gradi e ieri ho messo a punto un prototipo che vorrei sottoporre al vostro giudizio, non tanto sul fatto che funzioni oppure no (questo aspetto ho avuto modo di appurarlo di persona) ma sul fatto che sia un trincarino corretto e realistico oppure no.

Punto di partenza: un trincarino errato a forma di triangolo isoscele rettangolo (90°+45°+45°) ottenuto sagomando un listello di bosso di 3x3 mm.
Per il prototipo ho utilizzato una tavola di noce spessa 3 mm. dalla quale ho ricavato un listello tagliato in diagonale (45°) di forma romboidale con i due lati diritti larghi 4 mm. Ovviamente il taglio a 45° è stato possibile e facile utilizzando la mia sega circolare Proxxon.

Il concetto è applicare a fianco del triangolo esistente un romboide con il risultato di ottenere, dall'unione dei due, un trapezio rettangolo con il lato verticale che poi dovrebbe essere la forma del trincarino.

Ho quindi provveduto a intagliare nel listello così ottenuto gli scassi per accogliere gli scalmotti in modo da poter infilare il tutto in sede appropriatamente.

Vediamo qui di seguito tre immagini del prototipo ripreso da varie posizioni. La zona inferiore, che si adatterebbe al triangolo esistente . .



La parte superiore, di fronte . .



e la parte superiore dal di dietro . .



Infine due immagini del prototipo posizionato sul modello. Da vicino vicino . .



E qui con una veduta d'insieme, più distanziata, per avere un'idea delle proporzioni generali . .



E quindi per finire: cosa ne pensate ? Cordialmente, Jack.
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da Modifica il Mer 20 Ott 2010 - 14:25

Sergio, personalmente ritengo che sia più gradevole all'occhio del precedente.
Se una qualche difficoltà la avrai, la troverai sicuramente sulle parti curve della prua.
Qui avrai da lavorare di fino con questo tuo nuovo metodo!
Modì.-
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Re: Dolphyn - Privateer Olandese - 1750 - (jack.aubrey)

Messaggio Da lellosauro il Mer 20 Ott 2010 - 15:03

Ciao Jack, molto bello da vedere il tuo prototipo e direi anche ingegnoso. Mi associo a Carlo per le problematiche che credo incontrerai sulle curvature di poppa e di prua....la vedo dura.

Saluti

Lello

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